Cronaca

Prof in cattedra dal 1 settembre, le novità che li attendono

L’attività didattica ordinaria per i docenti potrebbe avere inizio in anticipo

Prof in cattedra dal 1 settembre, le novità che li attendono.

L’attività didattica ordinaria per i docenti potrebbe avere inizio già il 1° settembre 2020. Questi, infatti, potranno essere chiamati a presenziare corsi di recupero per quegli studenti che in pagella avranno delle insufficienze (e non solo).

Come noto, infatti, l’ordinanza ministeriale 11/2020 con la quale vengono definite le regole da utilizzare per la valutazione degli studenti prevede la possibilità che già dal 1° settembre 2020 gli insegnanti possano tornare in cattedra per intervenire laddove la didattica a distanza non è arrivata. Nel dettaglio, ci saranno due diverse possibilità per cui potranno essere previsti dei corsi di recupero:

  • la prima, già anticipata, è quella in cui gli studenti abbiano maturato una o più insufficienze in pagella. Come noto, infatti, questi saranno comunque ammessi all’anno successivo ma dovranno dimostrare di aver recuperato prima dell’inizio dell’a.s. 2020-2021;
  • la seconda è quella per cui vengano individuate delle attività didattiche non svolte rispetto alle progettazioni di inizio anno. In tal caso tutti gli studenti dovranno prendere parte ai corsi di recupero.

In entrambi i casi la decisione relativa alla tenuta di questi corsi spetterà al consiglio di classe. Sarà questo, infatti, a redigere il Piano di apprendimento individualizzato (PAI) per quegli alunni che conseguiranno una valutazione inferiore ai sei decimi, così come il Piano di integrazione degli apprendimenti (PIA) per la seconda casistica.

Sarà il collegio dei docenti, tramite una delibera, a definire invece tempi e modalità di svolgimento di questi corsi i quali avranno una ricaduta non indifferente sull’orario di lavoro degli insegnanti stessi.

Come si legge nell’ordinanza ministeriale 11/2020 – precisamente all’articolo 6 – tutte le attività indicate dal PAI e dal PIA “costituiscono attività didattica ordinaria ed hanno inizio a decorrere dal 1° settembre 2020”.

Per questo motivo, trattandosi di attività di carattere didattico e organizzativo, necessitano della delibera formale da parte del collegio dei docenti. Il tempo di inizio fissato dall’ordinanza, però, non è vincolante: i suddetti corsi di recupero potranno anche iniziare dopo il 1° settembre e – quando necessario – potranno persino integrare il primo periodo didattico dell’a.s. 2020-2021 (proseguendo per tutto l’anno scolastico).

Ma attenzione, il collegio dei docenti non può esimersi dalla possibilità di stabilire modalità e tempi di questi piani; si tratta, infatti, di un compito obbligatorio in quanto costituisce attività di carattere didattico che rientrano a pieno titolo nella progettazione di inizio anno.

Del PAI e del PIA se ne occupa l’organico dell’autonomia, attraverso ogni forma di flessibilità didattica e organizzativa e facendo in modo che queste convergano “sul prioritario sostegno agli apprendimenti le iniziative progettuali”.

Non è però chiaro l’aspetto contrattuale: sarà necessario, infatti, un intervento a livello ministeriale per fare chiarezza in merito.

Anche perché bisogna considerare che dal 1° settembre i docenti sono già impegnati nelle attività funzionali all’insegnamento (quali ad esempio la programmazione e la verifica di inizio anno) e per questo motivo bisognerà capire in che modo – e per quanto tempo – questi dovranno affiancare a questo tipo di compiti anche la presenza ai corsi finalizzati al consolidamento o all’integrazione degli apprendimenti.

In ogni caso l’ultimo CCNL  prevede che della contrattazione integrativa riguardante l’articolazione dell’orario di lavoro del personale docente, educativo e ATA, debba essere oggetto di confronto a livello di istituzione scolastica. Per questo motivo a breve – al massimo entro il mese di agosto – dovranno aver luogo i primi confronti a livello di istituzione scolastica per fare chiarezza su come la partecipazione ai corsi di recupero influirà sulla retribuzione dei docenti. E per quel momento a livello ministeriale dovrà essere fatta chiarezza in merito.

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