Partito democratico, altro scontro con la Azzolina: Niente voti in decimi

Partito democratico, altro scontro con la Azzolina: Niente voti in decimi
Il partito democratico, ancorché in maggioranza, appare il più attivo nel sottolineare le lacune della ministra Azzolina. Dopo le polemiche sull’esame di maturità e quelle sulla didattica a distanza arrivano quelle sulla valutazione. Il Partito democratico ha, infatti, presentato un emendamento in cui si chiede di sospendere la valutazione con voto in decimi, almeno per la scuola primaria. L’emendamento, il cui primo firmatario è l’onorevole Verducci accoglie la richiesta di diverse associazioni professionali di vario orientamento (MCE, CIDI, Aimc, ADI, Cemea, Andis, Legambiente e altre ancora). Un’inziativa che raccoglie largo interesse anche nel personale scolastico docente.
Secondo la responsabile scuola del Partito Democratico, Camilla Sgambato “Occorre rivedere la questione della valutazione, per il primo ciclo o almeno per la scuola primaria. La Didattica a distanza ha mostrato forti criticità e non è riuscita a raggiungere la totalità degli studenti allo stesso modo. Oggi più che mai la valutazione ha bisogno di recuperare tutto il suo significato di dar valore a ciò che gli studenti hanno vissuto in questi mesi da incubo. Bisogna sospendere la valutazione con voto in decimi, almeno per la scuola primaria, perché corre il rischio di accentuare le diseguaglianze sociali, economiche, di condizioni abitative e culturali delle famiglie”.
Occorre comunque sottolineare che l’ordinanza ministeriale che regola le valutazioni sottolinea che per chi è ammesso alla classe successiva con votazioni inferiori a 6 decimi o con livelli di apprendimento non consolidati sarà predisposto dai docenti un piano individualizzato per recuperare. Questo recupero avverrà nella prima parte di settembre, quanto del piano di studi però non è stato appreso. Il piano dovrà essere allegato al documento di valutazione finale.
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