Cronaca

Un giudizio accanto al voto per chi recupera e si potrà bocciare, ma solo in alcuni casi

Un giudizio accanto al voto per chi recupera e si potrà bocciare, solo in alcuni casi

I voti saranno confermati, ma sono in arrivo delle novità. Perché accanto ci saranno dei giudizi che segnaleranno le lacune da recuperare nel prossimo anno scolastico. Ma non finisce qua. Si potrà bocciare, ma saranno casi eccezionali, per assenze prolungate o indisciplina. Infine, tra le novità, la tesina illustrata online per l’esame di terza media. Sono tre le ordinanze del ministero all’Istruzione in arrivo. Nuove indicazioni attese dal mondo della scuola che chiuderà l’anno senza più ritorni in aula. Le ordinanze sono state presentate ieri ai sindacati e riguardano la valutazione, l’esame di terza media e la Maturità.

La valutazione sarà espressa in numeri, anche per la primaria, come già era. L’emergenza coronavirus non cambia il sistema dei voti. Ma sarà chiesto di affiancare alla valutazione cosiddetta “sommativa” anche quela formativa: giudizi con i quali indicare le lacune dello studente, le parti che non sono state possibili sviluppare a causa dell’emergenza sanitaria.

Non ci sarà il “sei politico” ha precisato all’incontro coi sindacati il capo dipartimento Max Bruschi. Dunque si ai voti, anche se il coronavirus ha fatto saltare di fatto un quadrimestre, e via al recupero. Quando non è ben precisato, se non che dovrà avvenire “soprattutto entro il primo periodo didattico” riporta la Cisl scuola. Ci si affiderà all’autonomia scolastica. Un passaggio – l’organizzazione del recupero e necessità di indicazioni chiare per il prossimo anno scolastico – che l’associazione nazionale dei presidi pone tra le criticità dei provvedimenti.

Rispetto al recupero l’Invalsi metterà a disposizione dei docenti l’analisi dell’andamento delle singole classi, dati storici sugli alunni che potranno essere utili per la ripartenza a settembre.

Rispetto alle bocciature il ministero inizialmente aveva dato indicazioni di sospenderle: tutti promossi, anche per evitare una valanga di cause. Ora ricompaiono, ma come del tutto residuali: solo rispetto a gravi casi disciplinari oppure per l’impossibilità di valutare a causa di assenze che interessano anche il periodo antecedente all’interruzione delle attività in presenza.

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