Cronaca

Maturità, Presidi contro esami in presenza: sicurezza non garantita

Maturità, Presidi contro esami in presenza: sicurezza non garantita

Nei giorni scorsi la ministra Azzolina ha annunciato che gli esami di maturità, che partiranno il prossimo 17 giugno, potranno svolgersi di presenza, e senza l’obbligo della mascherina da parte degli studenti se a una distanza di 4-5 metri dai docenti. Il colloquio orale, unica prova prevista, che durerà circa un’ora, inizierà con un argomento concordato da studenti e docenti, partendo dalle materie di indirizzo. Ogni giorno verranno effettuati mediamente cinque esami.

Ma i Presidi italiani hanno manifestano non poche perplessità sull’esame di presenza, e chiedono specifici protocolli di sicurezza: “Pur nella piena consapevolezza del valore simbolico dell’esame – scrivono – devono essere soppesate con estrema attenzione tutte le circostanze in cui esso dovrebbe svolgersi. Va affrontato e risolto al più presto il vero problema: definire specifici protocolli di sicurezza inerenti gli strumenti, le procedure e le connesse responsabilità. Non possiamo lasciare sole le scuole – e i dirigenti che ne gestiscono l’attività – nel decidere come organizzarsi. Servono regole chiare e servono subito”.

Nel Lazio il preside Mario Rusconi,  presidente dell’ANP-Lazio, sottolinea: “Con i colleghi abbiamo attentamente valutato le criticità delle scuole e quali le soluzioni da mettere in atto, responsabilmente, per tutelare la sicurezza e la salute dei maturandi, dei docenti esaminatori e di tutto il personale della scuola presente in quei giorni negli uffici. Diverse le criticità emerse e da tener presente, prima tra tutte la sicurezza dei locali”.

Bisognerà spiegano i presidi “individuare, ad esempio, quale siano le aule che maggiormente si prestano allo scopo e che contemporaneamente preservino l’accesso in sicurezza di studenti, docenti ed esterni senza creare assembramenti anche involontari. A Roma il patrimonio edilizio-scolastico nel 70% circa dei casi è risalente a prima degli anni Settanta per cui gli spazi ampi come palestre, aule magne e corridoi spaziosi sono veramente difficili da trovare”.

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