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Concorso straordinario: Pd e Leu cancellano la prova a quiz, la Azzolina rischia la poltrona

Azzolina rischia la poltrona. Concorso straordinario: Pd e Leu cancellano la prova a quiz.
La bandiera della Azzolina rischia di ammainarsi. I concorsi scuola, infatti, potrebbero non vedere la luce nei tempi e nei modi previsti dalla Ministra. Dopo un anno di attesa e superati i marosi della prima emergenza Covid-19 i bandi hanno visto la luce, ma i concorsi? Diciamo che non passa giorno che non aumentino i critici verso la formulazione ipotizzata dalla ministra.
Così dopo i sindacati e i partiti dell’opposizione è ora parte della stessa maggioranza di governo a mettersi di traverso. Pd e Leu hanno presentato un emendamento al decreto scuola in cui, appellandosi all’emergenza sanitaria, chiedono l’assunzione in blocco dei supplenti bypassando il concorso. Non basta raddoppiano i posti a disposizione da subito (40 mila anziché 24 mila).  Così la Azzolina si ritrova da sola, con il solo appoggio dei cinque stelle che non basta a garantirgli nemmeno che la poltrona di Ministra resti salda. Non basta nemmeno che invochi la Costituzione. Questa prescrive che per accedere a un ruolo pubblico si debba passare per il concorso ma troppi sono i precedenti di sanatorie per farvi conto.
Il problema è che sono in troppi a vedere nel concorso una succulenta occasione di recuperare consenso. Se non addirittura di saldare conti. Come nel caso dei sindacati, che con la ministra non si sono mai presi. D’altronde la stessa Azzolina ha un temperamento forte, più incline allo scontro frontale che al dialogo. Almeno questo raccontano i rappresentanti delle Regioni che, a raccontar loro, si sono visti bloccare il collegamento nel nel mezzo di un incontro online. E così adesso si rischia l’empasse. Qualcuno paventa un rinvio di un anno. Qualcuno immagina un cambio di poltrona, il terzo in meno di un anno, a viale Trastevere. Dal Pd smentiscono simili ipotesi. Per loro basta che si superi la prova a crocette.
La soluzione è il concorso per titoli, che metterebbe in fila i vincitori in base al voto di laurea e agli anni di servizio. E i numeri per fare passare l’emendamento ci sono, eccome. Con conseguente smacco della Ministra Azzolina. O forse una poltrona val bene un concorso.

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