Brusaferro: Esami in presenza? Troppo presto, pensiamo al 4 maggio. E dimentichiamoci la vita passata

Brusaferro: Esami in presenza? Troppo presto, pensiamo al 4 maggio. E dimentichiamoci la vita passata
Parola d’ordine: pazienza. Tutte le altre indicazioni sono dei succedanei. Finché non ci sarà un vaccino la nostra vita non potrà tornare alla passata normalità. Certo, in queste settimane ci sono stati dei passi avanti incoraggianti, ma per battere il virus occorrerà raggiungere l’immunità gregge data dal vaccino che non arriverà prima di fine anno.
Come sarà la nostra vita nel frattempo? Per Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, ci sono dei punti fermi da rispettare “Convivere col virus significa riprogettare le giornate. No agli orari di punta in tutte le fasi vita quotidiana. Dimentichiamo strade e mezzi pubblici affollati». E la scuola, su cui, finalmente , si è acceso un dibattito nazionale? Almeno gli esami di stato sarà possibile farli in presenza. Un non problema per Brusaferro. “Quello della scuola è un tema che prenderemo in considerazione in un secondo momento. Prove orali maturità dal vivo? E’ una riflessione non fatta, ora l’obiettivo è immaginare da dove cominciare il 4 maggio in sicurezza”.
Insomma un passo alla volta. In questa logica immaginare la prossima estate in vacanza è quasi un’utopia. “Il sole si può prendere in tanti modi, anche in terrazzo. La mia è una battuta. La risposta seria è che non si può pensare ad aree affollate. I dati mostrano che sono i più fragili assieme ai malati cronici quindi vanno protetti nella mobilità e negli accessi ai luoghi pubblici specie nella fase iniziale senza limitare troppo la loro autonomia, ma supportandoli a casa con servizi a domicilio”.
E i test sierologici? “Al momento non abbiamo patenti di affidabilità totale”. Insomma per Brusaferro bisogna attendere. Portare pazienza, per l’appunto.
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