Riapertura, ma con quali regole? Ogni regione ha le sue, eccole: distanziamento, mascherine, autobus

Riapertura, ma con quali regole? Ogni regione ha le sue, eccole: distanziamento, mascherine, autobus
Il distanziamento? In Veneto vale due metri. Anche se a livello nazionale il minimo di distanza interpersonale è di uno. Ma diventano tre in provincia di Bolzano. Ma questo è solo uno dei casi in cui le regole per l’emergenza da coronavirus variano di regione in regione. Con tanti saluti a quelle nazionali decise dai tecnici che affiancano Giuseppe Conte.
La più discussa è sicuramente quella che regola la possibilità di «svolgere individualmente attività motoria in prossimità delle propria abitazione». Quattro passi, una corsetta, la passeggiata con i bambini. La regola dovrebbe valere per tutti e invece. Invece sparisce in Sicilia e Campania, è limitata a 200 metri in Piemonte e Lombardia mentre si estende all’intera provincia se si vive in Alto Adige. I veneti possono allontanarsi fino a due chilometri da casa. E ancora: le spiagge restano luoghi innominabili in regioni come la Campania mentre in molte riviere turistiche, dal Friuli alla Puglia, i governatori hanno appena dato il via libera all’allestimento dei lidi e al ripascimento delle spiagge.
Siamo di fronte a un caos che cresce nell’emergenza. Un ammasso informe di norme. Nelle ordinanze regionali che interpretano quella nazionale c’è di tutto: dal tagliare la legna nei boschi alla cura dell’orto, dai campi di golf ai parchi acquatici, dall’uso dei foulard in luogo delle mascherine, fino ai pic nic e le cerimonie religiose.
Ecco un florilegio tratto dall’articolo apparso sul Mattino a firma di Marco Esposito.
LIBRERIE
La novità delle librerie aperte ha diviso i governatori. Bolzano ha detto sì, Trento no. Aosta sì ma con un solo ingresso. In Basilicata sì ma solo il martedì e venerdì non prefestivi. Libri liberi in Emilia Romagna tranne nelle province di Rimini e di Piacenza. Limite di due giorni in Venee affiancanoto a scelta della libreria. Lazio favorevole ma dal 20 aprile e con guanti e mascherine per tutti. Sì della Sardegna ma non prima del 26 aprile. Secco no in Piemonte e Campania.
GUANTI E MASCHERINE
In Friuli Venezia Giulia vige l’obbligo di coprire bocca e naso appena si esce di casa, tuttavia per la carenza di mascherine si precisa che è sufficiente un foulard, una sciarpa o persino un copricollo. I negozi hanno l’obbligo di mettere i guanti monouso a disposizione del clienti. Anche a Trento le mascherine sono obbligatorie ma «nelle more» basta un indumento qualsiasi. In compenso c’è il limite di una persona seduta per panchina. In Lombardia l’obbligo di mascherina si è presto trasformato in «qualunque altro indumento». In Veneto e Piemonte i guanti sono obbligatori per chi compra e per chi vende, così come è obbligatorio coprire in qualche modo naso e bocca. In Sicilia si raccomanda l’uso costante della mascherina per chi lavora negli esercizi commerciali. La Sardegna chiede anche i guanti. La Liguria di Giovanni Toti, prima in Italia, sta consegnando nella buca delle lettere una mascherina gratuita a tutti i cittadini.
AUTOBUS
Sono due le regioni che specificano in un’ordinanza come va intesa la capienza di un autobus. Il Veneto precisa che i posti vanno dimezzati e la Sicilia fissa il limite di riempimento al 40% del valore omologato. Per tutti vale il principio del distanziamento e però con l’autobus riempito a metà sembra davvero difficile che il Veneto possa far rispettare la sua regola dei due metri.
CABINE E OMBRELLONI
Spulciando tra i codici Ateco, alcuni governatori hanno scoperto che la manutenzione delle spiagge non è più vietata ma rientra nella cura e manutenzione del paesaggio, mentre resta il divieto per le «attività di realizzazione». E così è scattato un esplicito via libera in Basilicata, Friuli Venezia Giulia, Veneto. La Liguria e le Marche consentono anche l’attività edilizia negli stabilimenti balneari. La Puglia inserisce nell’ordinanza spiagge anche i parchi acquatici, le Marche i campi da golf, il Lazio i campeggi. La Toscana non si è mossa ma il sindaco di Pisa ha deciso di partire lo stesso. Campania, Sicilia, Calabria, Emilia Romagna, Abruzzo e Molise invece non si sono ancora espresse. In spiaggia non si può ancora andare, ma Luca Zaia ha ufficializzato in Veneto il diritto al pic nic all’aperto per il 25 aprile e il primo maggio, purché in spazi di privati e limitati alla famiglia residente.
ANCHE QUESTE NOTIZIE SU OGGISCUOLA
Attenzione alla ricaduta: il Coronavirus e il rischio recidiva
Piero Angela: “Perché bisogna evitare la psicosi collettiva”
Scuola. Se l’alunno si fa male nell’istituto, l’insegnante è obbligato ad accompagnarlo in ambulanza
Leggi qui altre notizie su OggiScuola
Seguici anche sulla nostra pagina social Facebook



