Age: Gli incentivi della Azzolina? Fanno ridere. Se termina il lockdown, la scuola non può star ferma

Questa chiusura netta da parte del ministero della Pubblica Istruzione, il non voler trovare soluzioni, ci disorienta”. La pazienza dell’Associazione genitori italiani (Age), riconosciuta dal ministero del Miur come interlocutore, è finita. Ora i genitori degli alunni si ritrovano spiazzati di fronte alle parole del ministro Lucia Azzolina che ha escluso, a causa del Coronavirus, il rientro a scuola a maggio e anche per quanto riguarda settembre non sa dare ancora indicazioni chiare.
“Notiamo in questi giorni – osserva la presidente Rosaria D’Anna dell’Age in un colloquio con Huffpost – che i ragazzi non vengono tutelati nella loro crescita, sembra si stia perdendo il senso stesso della scuola e del diritto allo studio. Le altri nazioni stanno riaprendo le scuole e sono nazioni entrate in lockdown dopo di noi. Sono più audaci e noi più prudenti? Non lo so, ma questa prudenza non la vediamo in altri settori”.
L’Age, che rappresenta tantissimi genitori italiani e conta una trentina di associazioni per ogni regione, ricorda quindi che “la scuola è un bene essenziale, deve essere messa al centro delle decisioni e muoversi insieme a tutti gli altri servizi. Se si muove tutta l’economia si muove anche la famiglia, ciò significa che i genitori tornano a lavoro e non possono occuparsi dei bambini a casa”. A questo proposito il ministro Azzolina ha annunciato la possibilità di un bonus baby sitter o l’estensione del congedo parentale. “Ci fanno ridere questi incentivi anche perché se un genitore torna a lavorare espone comunque a rischio Coronavirus chi resta a casa. Il paradosso è che sulle attività produttive si sta lavorando e decidendo cosa fare, per quanto riguarda la scuola invece non si stanno cercando soluzioni”.
La proposta dell’associazione è chiara: “Se c’è una ‘fase 2’ dal 4 maggio, durante la quale ci sarà la ripresa delle attività produttive, bisognerebbe valutare il rientro a scuola almeno degli studenti dell’ultimo anno delle superiori. Abbiamo sperato fino all’ultimo che almeno i ragazzi che vanno verso il diploma potessero tornare a scuola per fare l’esame di presenza per avere la soddisfazione di concludere un percorso scolastico. In fondo si tratta di pochi alunni e le misure di sicurezza possono essere applicate. È pesante anche il non valutare gli alunni, saranno tutti promossi con gli ultimi voti che avevano in pagella. Ma chi ha detto che se continuavano ad andare a scuola non avrebbero recuperato? Quindi non sono esclusi ricorsi da parte dei genitori. Abbiamo anche proposto una didattica mista, ovvero la metà degli alunni in classe e la metà a casa in modo alternato”.
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