Piano da tre miliardi per tornare in classe, bonus ai prof

Tre miliardi: tanto è stato calcolato occorra per provare a riaprire le scuole a settembre. Per i 900mila insegnanti e i 200mila amministrativi si prevedono turni in classe mattina e pomeriggio o, dove non si può, lezioni miste in aula e a casa. Quindi lezioni più bravi, utilizzo del sabato per la didattica e cantieri aperti in estate per recuperare classi ed edifici che hanno bisogno di interventi non strutturali.
Il piano e i concorsi
“La lezione a distanza non può più bastare”. Spiega Peppe De Cristofaro, sottosegretario all’Istruzione. “Bisogna fare tutti gli sforzi – dice De Cristofaro – per riportare in classe studenti e docenti. La didattica a distanza ha colmato il vuoto, ma ogni giorno amplifica le disuguaglianze che già a scuola esistono. Il ministero deve insediare al più presto una task-force e costruire un cronoprogramma per i prossimi quatto mesi e mezzo. È il momento di trovare 3 miliardi per la scuola italiana, che nelle ultime stagioni ha avuto scarsa attenzione. Dobbiamo mettere in discussione quello che abbiamo fatto fin qui, tagli. E portare a casa i concorsi avviati con un percorso rapido che guardi già a chi insegna”. Tre miliardi, ma chissà se basteranno.
Lo stanziamento
Tre miliardi, tanti ne occorrono. Sono quelli che ha investito nel 2015, attraverso la “Buona Scuola”, il governo Renzi. Con quelle risorse sono stati assunti 86mila docenti, si sono dati premi agli insegnanti più impegnati e bonus cultura a tutti quelli in ruolo. Due miliardi è la cifra che era riuscito ad ottenere il penultimo ministro, Lorenzo Fioramonti che però li ritenne insufficienti, puntando a tre miliardi.
Premi ai docenti
Ovviamente con l’ipotesi dei doppi turni servirebbe un impegno raddoppiato da parte dei docenti. Impensabile ritenere che possano farlo con gli stipendi più bassi d’Europa. Per questo tre miliardi rappresentano soltanto una cifra di partenza per immaginare un futuro nelle classi e non più con le lezioni online. Agli interventi a favore di docenti e personale Ata serviranno poi ben altri stanziamenti, ben superiori ai 3 miliardi ipotizzati, per l’edilizia scolastica e attrezzare ogni scuola in base alle nuove esigenze. Ma al momento sono tutti piani su carta e quei tre miliardi chissà se basteranno.
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