Locatelli (Css), “Riaprire le scuole a settembre”. Perché l’auspicio dello scienziato è (quasi) impossibile

Governo e comitato scientifico provano a programmare la fase 2. Cauto sulla riapertura delle scuole il presidente del Consiglio superiore di sanità, Franco Locatelli. “Personalmente penserei a posticipare la riapertura delle scuole al prossimo anno”, ha spiegato Locatelli precisando che la decisione spetta al governo. In verità che le aule potessero accogliere gli studenti a maggio non lo pensava più nessuno.
L’indicazione di Locatelli è solo un segnale del mondo scientifico che anticipa di qualche giorno le indicazioni che darà il governo. Governo che, con ogni probabilità, per una volta tanto potrebbe essere ancor più rigoroso degli scienziati. La riapertura auspicata da Locatelli a settembre, potrebbe avvenire in un solo caso: l’utilizzo di un vaccino efficace entro l’estate. Un fattore pressoché impossibile. Ma ipotizzare di riprendere le lezioni in aule piccole e con classi pollaio che non rispettano in alcun modo il distanziamento sociale è un’utopia.
Locatelli, ipotesi di scienza
Nella migliore delle ipotesi, quella su cui stanno lavorando i tecnici del ministero dell’Istruzione, si può prevedere una didattica mista frontale-distanza che si fonderebbe su corsi alternati casa-aula, doppi turni e lezioni online. Progettualità che è bene sottolinearlo appare impossibile nella scuola primaria e dell’infanzia. Con conseguenze immediate e complesse sulla vita di milioni di italiani.
Quindi Locatelli ha semplicemente risposto a una domanda da scienziato, come lui stesso ha ammesso, senza poter considerare tutte le complicanze. Complicanze che rappresentano un enorme rompicapo per Azzolina e i suoi esperti. A cui, si spera, si possa dare una risposta chiara e netta prima dell’estate.
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