Azzolina: “DaD sta funzionando, consegniamo Tablet e Giga”. Ma la realtà è questa?

Azzolina: “DaD sta funzionando, consegniamo Tablet e Giga”. Ma la realtà è questa?
Non si può non concordare con Lucia Azzolina quando sottolinea che la didattica a distanza (DaD) era l’unica via percorribile per la scuola ai tempi del Coronavirus. Come è difficile non apprezzarne lo spirito combattivo. La ministra cerca, giorno dopo giorno, di indicare la strada per uscire dalla crisi. Lo dimostra una lunga intervista che ha rilasciato a Luca Telese per la testata Tpi. Un’intervista che sottolinea come la fiducia della Azzolina sia incrollabile, come la convinzione che la strada intrapresa della DaD sia quella giusta.
D’altronde se c’è un dato che emerge da questi primi tre mesi di dicastero della ex sindacalista è l’assoluta convinzione che il dialogo non sia sinonimo di trattativa. Che le decisioni siano sempre in capo a una persona sola. E che tutto stia andando per il meglio nella scuola italiana, al netto delle oggettive difficoltà. Basta leggere le parole sulla DaD della ministra per averne conferma. Se per le statistiche appaiono milioni gli studenti che hanno difficoltà, se non addirittura alcuna possibilità, di accedere alla scuola a distanza, questi scompaiono, o quasi, nelle dichiarazioni della Azzolina.
E se c’è il rischio di tagliare fuori dalla DaD i più deboli. Basta poco per cancellarlo. “Tutta la scuola pubblica è impegnata perché questo non accada. C’è un problema con i meno digitalizzati. Che spesso, sì, sono anche i più poveri”.
C’è un problema di accesso all’istruzione per chi non ha device, computer e dispositivi? “Bisogna considerare le condizioni di partenza. Lavoriamo per garantire che tutti i ragazzi abbiano una risposta”.
C’è un problema di Giga? “Alcune compagnie telefoniche hanno fatto un passo importante donando traffico internet gratuitamente, proprio per la didattica”.
E dove non arrivano questi Giga? “Studenti e famiglie segnalano alle scuole. E si interviene, esattamente come per i tablet. Perché abbiamo abilitato i fondi anche per questo tipo di acquisti”.
Tutto procede, quindi, d’altronde i primi dispositivi in comodato sono già nelle mani dei ragazzi più poveri, annuncia la Ministra.
Piccola nota, sarebbero più di mezzo milione i ragazzi che necessitano: i primi (pochi) dispositivi sono giunti a distanza di oltre un mese dallo stop delle lezioni. Il tempo perso e quello che ancora si perderà, per questi ragazzi, o anche per quelli che semplicemente non hanno abbastanza Giga ha un valore enorme in termini didattici. Come lo hanno tutte le segnalazioni di docenti, genitori e alunni che raccontano dei deficit. Delle due o tre ore al massimo di lezioni al giorno che si riesce a fare, anche nelle scuole più attrezzate. Degli enormi buchi nelle primarie e nelle secondarie di primo grado.
Ma questo nella narrazione della Azzolina non trova posto. Come nel caso del sostegno, completamente scomparso, dei precari e dei Dsga F.F. e dei mille altri problemi che paiono inevasi. Ma forse quella è un’altra scuola.
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