Didattica a distanza obbligatoria, ma impossibile per tutti: il capolavoro della Azzolina

Didattica a distanza obbligatoria, ma impossibile per tutti: il capolavoro della Azzolina
La didattica a distanza è diventata obbligatoria. Uno dei punti cardine del decreto scuola approvato il sei aprile è legge. Un passaggio obbligato, secondo i tecnici del ministero. Un passaggio che lascia perplessi molti docenti e tantissimi genitori.
Nelle stesse ore in cui si dibatteva in consiglio dei ministri di questo argomento, l’Istat rendeva pubblico uno studio in cui ampio spazio trovava l’alfabetizzazione digitale. Uno studio che rivelava come un terzo delle famiglie italiane non hanno un pc o un tablet. Il dato sale a quasi la metà al Sud. Ma che una larga parte delle famiglie non può accedere alla banda larga. Sia per motivi logistici (non arriva) che economici.
Insomma Lucia Azzolina ha reso obbligatoria la didattica a distanza, di fatto scaricando sulle famiglie e sui docenti la responsabilità della stessa. Non basta, infatti, ribadire che i soldi per l’acquisto di Pc e tablet sono nelle casse degli istituti. Gioverebbe ricordare che finché gli stessi non saranno acquistati e distribuiti l’obbligatorietà appare inconcepibile. Sarebbe bastato che la ministra avesse ascoltato un po’ i suoi ex colleghi per valutare con meno fretta la vicenda.
Le chat dei gruppi social sono intasate da docenti sull’orlo di crisi di nervi. Come potranno imporre la lezione a uno studente che nemmeno si connette, perché sprovvisto degli strumenti necessari? E che dire del contratto nazionale di lavoro di cui si è bellamente fatto strame senza nessun confronto con i sindacati? La possibilità che la norma rischi di rimanere sulla carta a causa è alta.
La promozione per tutti resa ufficiale nel pieno delle attività a distanza non aiuta. D’altronde evitare il sei politico, almeno con tanto anticipo annunciato, era una delle richieste che arrivavano dal mondo scuola. Quindi, come spesso accade con la Azzolina, pienamente inascoltato.
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