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Un Draghi per l’Italia: Dobbiamo pensare già al futuro. Aumento del debito pubblico non è un dramma

Un Draghi per l’Italia: Dobbiamo pensare già al futuro. Aumento del debito pubblico non è un dramma

In molti pensano che potrebbe essere un perfetto premier di un governo d’emergenza post Conte. Tanti lo rimpiangono per come a gestito la crisi finanziaria del 2008. Ieri Mario Draghi, dopo settimane di silenzio ha parlato. Non deludendo le aspettative. L’ex presidente della Bce, in un’intervista al Financial Times ha dato la sua ricetta per superare la crisi.

“Una tragedia di proporzioni bibliche. Non solo per la perdita di vite umane, ma anche per le conseguenze economiche. I governi, devono mobilitare tutte le risorse disponibili. Non importa se il costo è l’aumento del debito pubblico perché l’alternativa, una distruzione permanente della capacità produttiva e quindi fiscale, sarebbe ancora più dannosa. Per l’economia e in futuro per la credibilità del governo”.

Un ragionamento, quello di Draghi, che va dritto al problema. Da leader. Anche di un’Italia prossima ventura.
“Agire, agire subito, senza remore per i costi del debito. Anche perché visti i livelli attuali e probabilmente anche futuri dei tassi d’interesse rimarranno bassi. Livelli più elevati di debito pubblico diventeranno una caratteristica economica e saranno accompagnati dalla cancellazione del debito privato”.

Draghi elogia le azioni intraprese finora dai governi europei, definendole “coraggiose e necessarie”, e sicuramente degne di sostegno. Ma non bastano: il costo ecomomico sarà enorme, e inevitabile. “In primo luogo bisogna evitare che le persone perdano il loro lavoro. Emergeremo dalla crisi con un livello di occupazione stabilmente più basso. Le famiglie faranno fatica a ritrovare un loro equilibrio finanziario. Per questo non è sufficiente rinviare il pagamento delle tasse: bisogna immettere subito liquidità nel sistema, e le banche devono fare la loro parte. Prestando danaro a costo zero alle imprese per aiutarle a salvare i posti di lavoro. Subito: i costi dell’esitazione potrebbero essere irreversibili”.

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