Cronaca

80 quesiti in 80 minuti: è guerra tra precari e Ministero sui test

80 quesiti in 80 minuti: è guerra tra precari e Ministero sui test dei concorsi di cui a breve saranno pubblicati i bandi. Dovevano essere la soluzione a tutti i problemi della scuola e invece i concorsi si trasformano nella miccia che fa scoppiare la protesta dei supplenti.

I PRECARI

I dati sono impressionanti: ad oggi ci sono 107mila docenti in cattedra con contratti annuali e oltre 60mila con contratti brevi. E a settembre si rischia di avere ancor più supplenti rispetto a quelli in cattedra quest’anno. Di qui la necessità di bandire i concorsi per il reclutamento ma i tempi chissà se saranno brevi. Tre sono i concorsi: l’ordinario per le scuole medie e superiori da 24mila posti, per le materne ed elementari da 17mila posti e uno straordinario da 24mila posti per chi è precario da almeno 3 anni.

I TEST

Ma come saranno svolti i test? Ci saranno 80 quesiti in 80 minuti. E questo test peserà per l’80% sul voto finale, il restante 20% si baserà sugli anni di supplenza svolti. Questa modalità degli 80 quesiti per 80 minuti ha portato ad uno scontro violento tra i sindacati e il Ministero. Soprattutto i sindacati per gli 80 quesiti chiedevano che fossero presi da una batteria di test resa pubblica prima del concorso su cui i candidati potessero esercitarsi. Ma il Ministero non ha voluto sentir ragioni ed è andato avanti con la convinzione di non rendere disponibili i quesiti anticipatamente. Anche per questo motivo i sindacati scenderanno in piazza il prossimo 17 marzo. La questione degli 80 quesiti in 80 minuti non pare risolversi a breve. Il ministro Azzolina resiste.

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