
Una microspia nella borsa! Così lo studente spiava la prof
Una microspia nella borsa. Per poterla spiare in ogni momento della sua giornata. Aveva l’apparenza di un’innocua chiavetta Usb e non ci aveva fatto poi tanto caso la prof di La Spezia, quando se l’era ritrovata in borsa.
Poi, il giorno dopo a scuola, ha chiesto ai colleghi per sapere se, per sbaglio, qualcuno l’avesse messa nella sua borsa. Uno dei professori ha chiesto di mostrargliela e la sorpresa, a quel punto, è stata totale. Non si trattava di una chiavetta Usb, bensì di una microspia. Un congegno elettronico camuffato da comune ’pennetta’, in grado però di registrare le conversazioni di nascosto.
A questo punto il passaggio successivo è diventato capire chi avesse messo quella microspia che sembrava una chiavetta Usb nella borsa. Facile immaginare che l’episodio abbia destato un certo scalpore nell’istituto scolastico che è frequentato da tanti ragazzi. La notizia ha iniziato a circolare, anche perché la professoressa ha portato la chiavetta-microspia in classe, chiedendo di chi fosse. E dalle indagini dell’insegnante, sarebbe emerso che quella chiavetta Usb in grado di ascoltare le conversazioni, sarebbe appartenuta ad uno studente della sua classe. Si tratta di un minorenne.
Ma come è finita dentro la sua borsa? Un gesto voluto ed effettuato di nascosto, oppure solo una casualità? E, soprattutto, la microspia ha ‘funzionato’, facendo ascoltare le conversazioni della professoressa? Sembrerebbe di sì. I fatti sono accaduti a ridosso delle festività natalizie e adesso, alla ripresa delle lezioni, sarà convocato un consiglio di classe durante il quale si affronterà l’accaduto. Nel frattempo la prof avrebbe contattato il suo legale, ravvisando l’ipotesi di reato di intercettazione abusiva.
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