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Precariato, emergenza cronica: ecco la vera sfida della Azzolina

Precariato, emergenza cronica: ecco la vera sfida della Azzolina

Vincerà il neo ministro Lucia Azzolina la cronica guerra al precariato? Bisogna dire che sul tavolo del nuovo titolare del Miur giacciono parecchie incombenze da far tremare i polsi. Basti pensare al rinnovo del contratto o all’avvio dei concorsi ordinari e straordinari previsti nel 2020. Ma per tutti i ministri la lotta al precariato è la vera priorità. La Azzolina dovrà subito, tra l’altro, trovare soluzione alla problematica delle mancate immissioni in ruolo dei precari storici, sulla quale incombe la procedura d’infrazione dell’Unione Europea. Procedura avviata per via della mancata stabilizzazione di tutti i supplenti che hanno svolto oltre 36 mesi di servizio su posto vacante.

A questo proposito, un’altra tematica da affrontare è quella del nuovo reclutamento, visto che la normativa attuale ha prodotto un numero inaudito di supplenze, con il paradosso che il personale abilitato il vincitore di concorso non riesce ad entrare in ruolo.

Senza dimenticare  la mancata stabilizzazione dei docenti di sostegno, per i quali ogni anno si realizzano oltre 60.000 contratti a tempo determinato.

Infine, c’è da risolvere anche la querelle dei maestri con diploma magistrale, per i quali è stata confermata solo una supplenza in corso. Su questa incombe la vicenda giudiziaria che potrebbe creare enormi difficoltà alla nuova ministra.

Insomma, aldilà dei proclami e delle giuste aspettative, bisogna tener conto a Viale Trastevere che la bomba precariato potrebbe esplodere da un momento all’altro. E che, nonostante i concorsi e la rimodulazione delle graduatorie, c’è ancora un’enorme massa di precari a cui dare risposte.

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