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“Così falliamo”: il disperato appello delle ditte di pulizia

“Così falliamo”. Lo spiegano chiaramente le ditte di pulizia commentando la norma inclusa nel Dl Scuola che internazionalizza i servizi di pulizia negli istituti scolastici. L’obiettivo della leggina approvata alla Camera e in attesa di approvazione in Senato, è stabilizzare i precari che lavorano nelle scuole trasformandoli da dipendenti del settore privato a dipendenti pubblici.

Senza alcun concorso viene previsto che lo Stato assuma 12mila dei 16.800 tra Lsu e altre categorie, trasformandoli in dipendenti pubblici a tutti gli effetti. Il tutto inserito in un decreto d’urgenza. La gran parte della platea interessata è nel Lazio e nel Mezzogiorno. In Campania, ad esempio, attualmente i lavoratori assunti presso le aziende private di pulizia sono 3864, ma i posti disponibili in Regione sono solo 2500.

L’Anip, l’associazione di categoria più rappresentativa, aderente a Confindustria, ha commentato le conseguenze di questa legge attraverso il suo presidente, Lorenzo Mattioli, con Il Mattino di Napoli. “Così falliamo” – ha chiarito. “I nostri lavoratori – ha spiegato Mattioli – hanno contratti a tempo indeterminato e sono i terminali operativi di un settore perfettamente organizzato. Quando si sbandierano migliaia di assunzioni pubbliche non c’è solo un danno oggettivo per le imprese private, costrette al fallimento, ma si creano subito circa 5mila esuberi, la differenza tra la platea e i beneficiari. È lo stesso numero dei lavoratori a rischio dell’ex Ilva”.

Ma ci saranno ancora altre conseguenze. I dirigenti scolastici, dopo questa legge, dovranno diventare né più né meno che direttori dei lavori di pulizia. Lo Stato dovrà dotare questi lavoratori di tute, materiali, formarli e inquadrarli per turni e mansioni. In totale – stima l’Anip – due mliardi e mezzo in più per l’Erario, con risorse prelevate da quelle destinate alla Cultura. Ma nel frattempo chiuderanno centinaia di imprese private. “Così falliamo”.

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