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Decreto inclusione e Pei, come cambia la didattica del sostegno

Decreto inclusione e Pei, come cambia la didattica del sostegno

Nell’agosto di quest’anno è stato pubblicato il decreto inclusione. In vigore dal 12 settembre prevede molte novità. Novità che non sono tutte operative, visto che mancano ancora 10 decreti attuativi per la sua piena attuazione. Un particolare non da poco per la corretta attività. Soprattutto per evitare una disparità dei servizi sul territorio nazionale.

Al centro della riforma c’è il Pei il piano didattico individualizzato. Questo pone un cambiamento totale nell’approccio alla didattica. Infatti le metodologie di studio e i programmi per gli alunni disabili non dovranno più essere definiti in modo “standard”.  Quindi si dovrà procedere con un Piano didattico ad hoc, costruito su misura dell’alunno.

Con la riforma cambia, anche,  la composizione delle commissioni mediche. Oltre al medico legale, dovranno essere presenti un medico specialista in pediatria o neuropsichiatria infantile e un medico specializzato nella patologia dell’alunno.

Il documento che serve per la predisposizione del Piano educativo individualizzato (Pei) è il profilo di funzionamento. Il Profilo deve essere redatto da specialisti del Sistema sanitario nazionale, con la collaborazione delle famiglie. In questo processo potrebbe partecipare il dirigente scolastico o un insegnante specializzato di sostegno.

Il documento finito viene poi trasmesso dalla famiglia alla scuola e all’Ente locale competente che predispongono, rispettivamente, il Pei (in ambito scolastico) e il Progetto individuale (per la dimensione legata ai servizi territoriali).

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