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Sono 50.000 i docenti in deroga su sostegno. C’è la soluzione ma…

Si parla sempre di più delle prossime immissioni in ruolo attraverso i concorsi ordinario e straordinario calendarizzati. Eppure esiste un enorme buco dell’organico che non sarà colmato. Nemmeno con i concorsi. Basti pensare che anche per l’a.s. 2019/20 i posti di sostegno in deroga non sono entrati a far parte dell’organico di diritto, e vengono assegnati come supplenze al 30 giugno.

Su 150mila insegnanti di sostegno, un terzo sono decisi ad anno scolastico iniziato. Decisioni per lo più di sentenze dei tribunali.

In questo modo il fabbisogno stimato  non corrisponde alle esigenze reali. Ad essere penalizzati sono non soltanto gli alunni, ma anche gli insegnanti, che non possono usufruire di quelle cattedre per i trasferimenti e le assunzioni.

Tutto ciò nonostante  una recente sentenza del Tribunale amministrativo regionale abbia imposto al Ministero dell’Istruzione di rivedere la consistenza dell’organico di sostegno in Sicilia e di conseguenza un’assunzione di responsabilità e una revisione degli organici tale da garantire effettivamente la copertura del reale fabbisogno di docenti specializzati sul sostegno in tutto il territorio nazionale trasformando, finalmente, i posti attivati “in deroga” in posti in organico di diritto.

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