Emicrania, la malattia dell’insegnante. Ora si combatte con una puntura

Emicrania, la malattia dell’insegnante. Ora si combatte con una puntura
Insegnante e donna. L’identikit perfetto di chi soffre di cefalee. Ma anche i giovani e perfino i bambini ne soffrono. Anzi, tra i più giovani la percentuale supera il 40%. Le forme e le cause sono tante. Di sicuro è un disturbo che non va mai sottovalutato.
La forma più diffusa è muscolo-tensiva, di cui soffre dal 30 al 50% degli adulti italiani e che è di media intensità e può essere gestita con farmaci sintomatici. Tra le più debilitanti c’ è l’ emicrania, che si presenta con un dolore forte e pulsante e poi con nausea, vomito, fastidio per luce e rumori.
l’emicrania colpisce 6 milioni di italiani, in prevalenza donne. Tra le categorie più colpite quella degli insegnanti. Anche a causa del contesto lavorativo, uno degli aspetti scatenanti. Tra le cause lo stress non scaricato, le fluttuazioni ormonali, l’ affaticamento. Se il 30% dei pazienti manifesta più di quattro attacchi al mese, soglia che definisce la disabilità oltre la quale alla terapia acuta ne va affiancata una preventiva, in 1 milione di persone le crisi raggiungono e superano i 15 giorni al mese. Questo porta spesso a un uso eccessivo di farmaci, con un peggioramento della situazione e la sua cronicizzazione.
Oggi, però, le novità terapeutiche danno nuova speranza ai pazienti, finora trattati con farmaci «in prestito», come antiepilettici, antidepressivi, antipertensivi: «Sono efficaci nel 40% dei casi e in grado di ridurre gli attacchi fino al 50%, ma con effetti collaterali». Le nuove molecole, invece, agiscono direttamente sul meccanismo scatenante, riducendo frequenza e intensità degli attacchi.
I farmaci si sono rivelati efficaci e sicuri . Due sono sul mercato (erenumab e galcanezumab), il terzo lo sarà a breve (fremanezumab, a somministrazione trimestrale), e il quarto (eptinezumab) è in sperimentazione».
In particolare c’è molta attenzione sull’ erenumab. I risultati sono buoni, soprattutto in termini di tollerabilità, ma anche di efficacia. Un’ iniezione sottocutanea mensile favorisce l’ aderenza che, a sei mesi, è dell’ 80%, contro l’ 11% degli altri farmaci e in alcuni pazienti le crisi, fin qui, non sono ricomparse.
Se, grazie all’ azione sul meccanismo, i risultati sono rapidi, sarà da capire se e quante volte ripetere la terapia e quali sono effetti collaterali a lungo termine. L’ indicazione è l’ emicrania cronica, ma gli studi dimostrano l’ efficacia anche nell’ episodica. Le fiale, tuttavia, sono costose, non sono rimborsabili (in alcune aziende ospedaliere la ditta che le produce ha concordato il prezzo simbolico di un euro) e sono acquistabili solo con la ricetta dello specialista.
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