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Bimbo precipitato a scuola, Fioramonti: “Lo stanziamento di risorse evita tali tragedie”

“E` un giorno di lutto per la scuola, come ministro e come padre mi sento in colpa ogni volta che accade una tragedia simile. Ma quando accadono in un contesto sottofinanziato per troppo tempo non si puo’ fare a meno di pensare che queste tragedie si sarebbero potute evitare”. A Radio Popolare il ministro dell’Istruzione Lorenzo Fioramonti commenta la morte del bambino morto a Milano cadendo dalle scale della sua scuola. E chiede maggiori investimenti per la scuola gia’ a partire da questa legge di bilancio. Che, dice il ministro “non ha dimostrato un impegno forte e discontinuo rispetto al passato, continuando a considerare l’istruzione, dice Fioramonti, una Cenerentola”.

LA TRAGEDIA

Sulla morte del bambino di Milano Fioramonti spiega che “si sta cercando di capire cosa e’ successo. Ma quando queste tragedie avvengono in un contesto sottofinanziato per troppo tempo. Con strutture non sempre a norma, insegnanti che hanno troppi studenti. E personale di servizio molto spesso insufficiente, non si puo’ fare a meno di pensare che queste tragedie si sarebbero potute evitare”.

Alla domanda sul senso di colpa che adesso pesera’ sulle insegnanti e direttori della scuola dove e’ avvenuta la tragedia, Fioramonti risponde dicendo che “come ministro e come genitore mi sento in colpa ogni volta che accade una tragedia, ma questo accadimento ci costringe a riflettere sull’importanza della scuola, che sia sicura, che le persone siano nelle condizioni di fare al meglio il loro mestiere.

Purtroppo – prosegue – essere oggi un dirigente scolastico, un docente espone le persone a responsabilita’ che non sono accettabili, che non vengono neanche proporzionate al trattamento economico e alla normativa che li vede responsabili di cose che vanno oltre la loro responsabilita’”.

Il ministro chiede maggiori investimenti per l’istruzione ed e’ preoccupato e deluso per i mancati investimenti nella scuola a partire da questa legge di bilancio. “sono preoccupato perche’ allo stato attuale non mi sembra che ci sia un impegno forte e discontinuo rispetto alle politiche del passato, questa manovra deve essere coraggiosa e dimostrare che comincia una fase nuova, non possiamo sempre pensare che questo settore sia una Cenerentola”.

E per il ministro dell’Istruzione questa sua richiesta non finisce con il Consiglio dei ministri: “continuero’ a fare pressioni nel Consiglio dei ministri, nel dibattito nazionale e sono sicuro che anche il Parlamento fara’ la sua parte”.

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