Cronaca

Maestra della primaria scrive post ironico su Salvini in orario lavorativo: chieste le sue dimissioni alla Ds

“Non si può traumatizzare così una giornata lavorativa. #questefinestredifronte”. E’ il messaggio contenuto in un post su Facebook, scritto dalla maestra Irene Giannì, docente in una scuola primaria di Racale (Lecce). Secondo quanto riporta La Gazzetta del Mezzogiorno, l’insegnante ha pubblicato una foto scattata da una delle finestre della scuola, in cui si vede la sede locale della Lega – antistante l’edificio scolastico – con tanto di faccione sorridente di Salvini nei manifesti.

La maestra Giannì, oltre a ricoprire il ruolo d’insegnante, è anche consigliera comunale a Taviano, altro paesino del Salento a pochi chilometri da Racale. Il suo gesto ha subito innescato un’ondata di protesta e indignazione nella località leccese. Alessio Parata, segretario della Lega di Racale, ha presentato un esposto alla Ds della scuola, chiedendole di prendere provvedimenti nei confronti dell’insegnante. Inoltre, l’esponente leghista invita Giuseppe Tanisi, sindaco di Taviano a capo di una coalizione civica, a pretendere le dimissioni della consigliera.

Maestra scrive post ironico su Salvini: l’attacco della Lega

“Le consiglio di spendere le ore, profumatamente pagate dalla pubblica istruzione, a seguire e monitorare i ragazzi che le sono affidati e non a maneggiare telefonini per chattare qua e là – attacca Parata- In un ambiente scolastico che esempio si dà, facendosi vedere da bambino in età scolare e soprattutto durante le ore di lezione, con gli smartphone in mano? Bellissimo esempio di figura professionale ed istituzionale, che dovrebbe formare la futura generazione”.

“Questo è il tipico esempio di maestra che svolge il suo lavoro solo per il compenso mensile – ha proseguito – senza avere la minima idea del compito delicato che le è stato attribuito, affidandole bambini, e nello specifico bambini con delle problematiche. Dall’alto dei suoi titoli, non si è neanche resa conto della sciocchezza che ha pubblicato, altrimenti avrebbe rimosso il post. Le serve il benestare della classe dirigente di Racale e ne sono la prova i like che ha ricevuto. Senza neanche porsi il minimo scrupolo che tutto ciò è avvenuto in orario lavorativo, come dichiarato anche da lei”.

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