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Tagli e ferite, un ragazzo su cinque ha compiuto gesti di autolesionismo

Aumentano gli episodi di autolesionismo, come tagli, graffi e piccole ferite autoprovocate. Un ragazzo su 5 in Italia ha compiuto, in modo continuativo o sporadico, gesti come questi. A puntare l’attenzione su un problema spesso non visto dagli adulti e’ l’Ospedale Pediatrico Bambino Gesu’. Non solo tagli e ferite, si arriva al suicidio.

DA TAGLI E FERITE AI SUICIDI

Sui 4.000 suicidi l’anno registrati nel nostro paese oltre il 5% e’ compiuto da ragazzi sotto i 24 anni ma secondo gli ultimi dati Istat dal 1995 al 2017 il numero si e’ ridotto del 14%. A fronte di questa diminuzione, crescono i casi di autolesionismo. Uno studio internazionale pubblicato su Journal of Child Psychology and Psychiatry, rileva che in Europa oltre un quarto degli adolescenti  mette in atto comportamenti autolesivi occasionali o ripetuti nel tempo. In Italia il fenomeno riguarda il 20% dei ragazzi.

“L’autolesionismo, e’ un fenomeno in rapida crescita e si tratta di una emergenza vera e propria. L’attenzione sul fenomeno e’ ancora troppo bassa, i genitori e la scuola fanno fatica a rilevarlo e perche’ l’offerta assistenziale nel nostro Paese e’ limitatissima”. E’ quanto sottolinea Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza del Bambino Gesu’.

“I ragazzi con disturbi mentali – commenta la presidente del Bambino Gesu’, Mariella Enoc – vivono una situazione di estrema sofferenza, la loro difficolta’ diventa quella della famiglia, che entra in crisi. I genitori si sentono responsabili e tendono a nascondere la realta’ che stanno vivendo, schiacciati dallo stigma sociale”.

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