Confessa gli abusi del nonno alla prof che consegna il biglietto alla ds. La preside lo nasconde in cassaforte per un anno

La preside dell’Istituto Albe Steiner di Torino avrebbe insabbiato una vicenda di violenze sessuali in famiglia, rivelata da una studentessa della medesima scuola all’insegnante di lettere. Lo riferisce La Repubblica, precisando che la 15enne aveva scritto alla prof che il compagno della nonna, con cui passava parte delle vacanze estive sin da piccola, aveva ripetutamente abusato di lei per anni.
La vicenda però è rimasta incastrata in quel biglietto, finito nella cassaforte dell’istituto. “Eravamo convinti che la preside si fosse attivata con una denuncia formale, come era suo compito” hanno raccontato i genitori all’avvocato Frediano Sanneris, che ora assiste la famiglia nel processo. “E invece no, abbiamo dovuto raccogliere di nuovo, con grande difficoltà, il ricordo di nostra figlia che ci ha riferito di aver subito abusi da parte del compagno della nonna sin dalle elementari e fino alla seconda media”.
Preside mette da parte la confessione
“In un primo momento – precisa Rep – anche la nonna era stata indagata per concorso in violenza sessuale. Ma poi le accuse nei suoi confronti sono state archiviate perché il pubblico ministero ha verificato che nulla sapeva la donna di quanto accadeva in quella casa di vacanza del compagno”. In quel luogo l’uomo, secondo la confessione della ragazza, la costringeva ad atti sessuali quando non aveva ancora dieci anni”.
Di fronte alla negligenza dell’istituto, dunque, i genitori hanno presentato la memoria scritta nero su bianco dalla figlia direttamente ai magistrati. La ragazza, precisano i genitori “sta completando gli studi superiori. Ma è intenzionata a ottenere l’accertamento dei fatti”.
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