L’educazione civica di Salvini? Bugie. La materia si insegnava già e il programma comprende tutto e niente

di Angiola Codacci – Pisanelli per L’Espresso
“Finalmente l’Educazione Civica torna in classe!”. Esulta su Facebook Matteo Salvini il primo agosto. La novità è che è stata approvata una legge che la rende materia obbligatoria, con 33 ore di lezione l’anno e voto in pagella. Quattro giorni dopo passa il decreto sicurezza, annunciato dal vicepremier con entusiasmo anche maggiore. Eppure in quel decreto molti principi compresi nel programma della neonata Educazione Civica Salviniana vengono calpestati. Tanto che alcuni giuristi già prevedono che sarà smontato dalla Corte Costituzionale.
LA VITA SOCIAL
Del resto non passa giorno che nella sua scintillante vita social il vicepresidente non calpesti o sbeffeggi uno dei principi di vita civica. Che, secondo la nuova legge, gli studenti delle scuole italiane saranno obbligati a studiare dai 6 ai 18 anni.
«Capisco che ci si indigni, capisco che chi vede uno che fino a pochi mesi fa diceva che con la bandiera italiana ci si puliva il culo – vedi l’articolo 12 della Carta – si chieda: ma con che faccia questo viene a parlarci di Costituzione ? Però non è questo il problema», taglia corto Claudio Giunta. Che a scuola, educazione in generale ed educazione civica in particolare ha dedicato diversi libri (“L’assedio del presente”, “E se non fosse la buona battaglia?”), un articolo sul prossimo numero della rivista “Il Mulino” (già leggibile online ), e anche un festival (“La buona battaglia”, a Parma per la seconda edizione dal 27 al 29 settembre prossimi).
IL PROBLEMA
Il problema è, per prima cosa, che l’educazione civica a scuola si faceva già. «È solo cambiata l’etichetta: da una decina d’anni in qua si chiamava “Cittadinanza e Costituzione”». Ora però non ha solo un altro nome ma anche un monte-ore preciso: 33 all’anno. La legge spiega chiaramente che queste ore non saranno aggiunte alla durata delle lezioni, che non saranno affidate a nuovi docenti e che non saranno pagate in più a chi le gestirà. «I professori con cui ho parlato in questi giorni sono preoccupati: come riusciranno a far entrare anche questo compito nelle ore già risicate che hanno a disposizione? Salvini ripete spesso nei comizi di aver reintrodotto l’educazione civica ma è un vanto del tutto fuori luogo sia perché la disciplina esisteva già sia perché i contenuti di questo insegnamento sono vaghissimi».




