Opinioni

“E’ intelligente, ma non si applica”: la classica frase dei docenti che e` controproducente

Tra gli errori degli insegnanti ci potrebbe essere una frase classica, che tutti gli “svogliati” a scuola almeno una volta si sono sentiti dire. E’ il pensiero di Mario De Maglie, editorialista de il Fatto Quotidiano, che si scaglia contro la valutazione delle capacità dei ragazzi.
“E’ intelligente, ma non si applica”. Una classica frase dei docenti che si rivolgono ai genitori di ragazzi con un potenziale inespresso, ma forse è proprio quello l’errore. Non puntare sulla “valutazione delle capacità” ma sul “riconoscimento” e per capirne la differenza il quotidiano nazionale mette in evidenza il discorso della settorializzazione. Si parte dal presupposto che in ogni studente esista una scintilla ossia un campo dove brillare e trovare soddisfazione, merita spazio ed attenzione insomma.

Il luogo migliore per scoprire se stessi e le proprie capacità, così come le attitudini, è certamente la scuola. Insomma un luogo dove aiutare i ragazzi a capire che cosa sono in grado di fare, differenziare e valorizzare. Quando la scuola omologa e valuta perde la sua funzione educatrice. Il sistema valutativo stimola molti ma, dall’altra parte, fa perdere in tanti. Una valutazione è un vincolo, comodo. La domanda che dovrebbero porre i genitori agli insegnanti è: “Perché non riesce a farlo ‘applicare’, visto che è ‘intelligente’?”.

Il fatto che molti insegnanti vedano l’allievo in difficoltà come un problema blocca entrambi. Dovrebbero invece dare una possibilità ad un ragazzo di cambiare e vivere meglio. Non esiste metro di valutazione quanto può realisticamente dare di sé.

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