Berardinelli: “L’insegnante è un intellettuale pubblico. Il suo lavoro uno dei più complessi”
Il vero insegnante, intellettuale pubblico – di Alfonso Berardinelli – tratto da Avvenire
(omissis)
È nell’infanzia e nell’adolescenza che gli esseri umani entrano in contatto diretto e quotidiano con la cultura come viene intesa dallo Stato, cioè con «la cultura come amministrazione» (titolo di un noto saggio di Theodor W. Adorno).
È qui che sono in gioco gli insegnanti in quanto intellettuali pubblici: da un lato istituzionalmente (amministrativamente) delegati alla formazione-educazione dei giovani, dall’altro impegnati di persona nella trasmissione del sapere, cognizioni e valori. Contrariamente a quello che si pensa (purtroppo anche fra gli interessati) il lavoro degli insegnanti è uno dei più intellettualmente complessi e socialmente carichi di responsabilità.
Chi insegna è investito formalmente di una certa autorità, ma una sostanziale autorevolezza deve conquistarsela sul campo, giorno dopo giorno. Le cose più necessarie sono: attitudine comunicativa, percettività psicologica e una creatività culturale fondata sia sulla competenza che sull’immaginazione didattica e sull’autoanalisi.
Un insegnante che non impari lui stesso qualcosa mentre insegna, non è un buon insegnante.
(omissis)
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