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Mobilità intercompartimentale docenti, la lettera aperta al Governo: “Dopo vent’anni serve una svolta”

Una richiesta di equità, tutela professionale e benessere lavorativo arriva dal mondo della scuola. È pervenuta alla redazione di OggiScuola una lettera aperta del Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti, indirizzata alle più alte cariche istituzionali, con cui si chiede il superamento del blocco che da oltre vent’anni impedisce al personale scolastico di accedere alla mobilità verso altri comparti della Pubblica Amministrazione.

Un divieto che dura dal 2004

Il riferimento normativo è la legge 311/2004, che ha di fatto escluso docenti e personale scolastico dalla mobilità intercompartimentale, in un contesto storico profondamente diverso da quello attuale. All’epoca il blocco del turnover nel pubblico impiego e un sistema pensionistico più flessibile rendevano la misura, seppur penalizzante, più comprensibile.

Oggi, secondo i firmatari della lettera, quelle condizioni non esistono più. Dal 2019 si sono registrate centinaia di migliaia di assunzioni nella scuola, segno evidente che il blocco del turnover non è più una realtà strutturale.

Una professione radicalmente cambiata

Nel documento si evidenzia come la professione docente sia stata profondamente trasformata negli ultimi vent’anni. Alla didattica tradizionale si sono aggiunte competenze psicopedagogiche, digitali, relazionali e amministrative. La burocrazia è aumentata in modo significativo, così come il numero di riunioni, adempimenti e responsabilità.

Il registro elettronico, la comunicazione continua con famiglie e colleghi, la personalizzazione dei percorsi educativi e la gestione di classi sempre più complesse hanno contribuito a un carico di lavoro sommerso che va ben oltre le tradizionali “18 ore settimanali”.

Stress, burnout e perdita di autorevolezza

La lettera richiama con forza il rischio burnout, ampiamente documentato da studi scientifici e da esperti del settore. A ciò si aggiunge una crescente delegittimazione sociale del ruolo docente, con un aumento di episodi di contestazione, intimidazione e violenza.

Pur riconoscendo gli interventi normativi recenti a tutela del personale scolastico, il Gruppo sottolinea come l’autorevolezza dell’insegnante sia oggi fortemente indebolita, con ripercussioni sul benessere professionale e sulla qualità dell’istruzione.

Pensioni più lontane, carriere bloccate

Un altro nodo centrale riguarda l’innalzamento dell’età pensionabile, che per la maggior parte dei docenti si attesta ormai oltre i 67 anni. Una prospettiva ritenuta difficilmente compatibile con l’intensità psicofisica richiesta dal lavoro scolastico contemporaneo.

In questo scenario, la mobilità intercompartimentale viene indicata come una possibilità concreta di valorizzazione professionale, di continuità nel servizio allo Stato e di tutela della salute dei lavoratori, al pari di quanto avviene per gli altri comparti della Pubblica Amministrazione.

Una richiesta sostenuta da oltre 8.100 docenti

Il Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti conta oggi oltre 8.100 aderenti, un numero che testimonia la diffusione e la rilevanza del problema all’interno della categoria. La richiesta è chiara: superare i limiti della legge 311/2004 e aprire finalmente alla mobilità verso altri comparti pubblici.

Secondo i promotori, questa scelta rappresenterebbe non solo una misura di equità e pari opportunità, ma anche un vantaggio per la Pubblica Amministrazione, che potrebbe beneficiare delle competenze e dell’esperienza maturate dal personale scolastico.

L’appello alle istituzioni

Concludendo la lettera, il Gruppo rivolge un appello diretto a Parlamento e Governo affinché si apra una riflessione concreta e non più rinviabile. La mobilità intercompartimentale viene indicata come strumento di prevenzione del burnout, di riduzione del precariato e di modernizzazione del sistema pubblico.

Un invito, quello rivolto alle istituzioni, a riconoscere che la scuola del 2026 non è più quella del 2004 e che le regole devono evolvere insieme alla realtà del lavoro educativo.

Gruppo Mobilità intercompartimentale docenti
(lettera aperta pervenuta alla redazione di OggiScuola)

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