Rogo a Mirandola, arrestato nordafricano. Così lo straniero torna il tema caldo per le Europee
Salvini spera vivamente di essere issato sul tetto d’Europa dall’ondata emotiva per il rogo di Mirandola. Dalla località nel modenese, dove un incendio doloso nella stazione della polizia locale ha ucciso due anziane e inermi signore, il nordafricano arrestato con l’accusa di aver appiccato il rogo rischia di diventare il perno centrale per il rush finale delle Europee 2019. Non è una novità. Basti pensare all’effetto avuto dall’omicidio di Pamela Mastropietro – gennaio 2018 – sulle elezioni dell’anno scorso.
Europee 2019: lo straniero come tema centrale
Quello dello straniero potrebbe diventare il tema caldo di questi ultimi giorni in vista della tornata elettorale del 26 maggio. Le dichiarazioni a caldo del leader leghista e ministro dell’Interno Matteo Salvini non lasciano spazio a dubbi. “Prima di spalancare le porte e parlare di integrazione bisogna far capire a tutti che qui ci sono delle regole e delle leggi che vanno rispettate”, così il leader leghista. “I porti, per quello che mi riguarda, non devono essere chiusi ma blindati” conclude.
Immediati i rimbrotti da parte dell’altra anima del governo, quella pentastellata, che punta il dito sui rimpatri. Un dossier molto caldo per la Lega. Costretta ad ammettere che i famosi 600mila rimpatri promessi in campagna elettorale sono poco meno che un’utopia. “Ci sorprende – dicono fonti 5S alle agenzie – ascoltare dal Viminale esortazioni da campagna elettorale, quando dovrebbe essere proprio il Viminale a chiarire perchè quell’uomo con intenzioni omicide era libero di circolare in giro in Italia fin arrivare ad appiccare il fuoco a degli uffici della Polizia locale”. “Se fosse stato già rimpatriato – concludono – oggi non ci troveremmo davanti a questo problema”.
Di Maio: “Salvini a corto di argomenti, parla solo di migranti”
Sono stoccate da campagna elettorale, che a ben vedere non minano le basi dell’alleanza di Governo. Ma non è assolutamente un caso se da diversi giorni i vertici del MoVimento lanciano strali all’indirizzo del Carroccio. Tutti, o quasi, incentrati sul tema migranti.
“Non capisco questa ossessione sui ricollocamenti, fino a ieri andavano bene e oggi che li facciamo per Salvini non vanno più bene” ha detto per esempio il vicepremier Luigi Di Maio in riferimento alla modifica del regolamento di Dublino. “Sta emergendo una verità – prosegue il leader grillino – ci avviamo a risolvere il problema migranti e la Lega va nel pallone, perché non ha più argomenti. Se i ricollocamenti funzionano loro di che parlano? Ormai sono un disco rotto, monotematici, parlano solo di migranti e quando non sanno che dire la sparano. Mi auguro che dopo il 26 maggio tornino normali”.
Non solo Italia, stranieri tema europeo
Ma il tema dello straniero, che i fatti di Mirandola riportano in cima alla lista degli argomenti elettorali, non avrà riverberi solo in Italia. La propaganda anti-migranti, com’è noto, costituisce il terrapieno su cui poggiano i discorsi di partiti come il Rassemblement National di Marine Le Pen, e del tedesco Alternative für Deutschland. Tutti alleati del “capitano” Salvini, pronti a usare fatti di cronaca locale per tirare acqua al proprio mulino. Per non parlare del Partito Della Libertà austriaco di Heinz-Christian Strache, fresco di dimissioni dal governo di Vienna.
Salvini, con il solito “me ne frego!” di fronte ai sospetti fondi russi che hanno fatto cadere la sua testa, rinnova l’alleanza con il sodale Strache per le Europee. D’altronde, fallito il tentativo di lanciare l’opa sul Partito Popolare Europeo tramite Orban, al capo del Carroccio non resta che sperare di fare più consensi possibile con i pochi alleati che ha. Usando il tema dello straniero come grimaldello elettorale, ovviamente.
Se questa strategia pagherà in termini di voti, saranno i risultati delle Europee del 26 maggio a rivelarlo.
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