Riccardo Scamarcio si racconta: “Grazie alla scuola non ho mai inseguito la fama, mi ha salvato”
“Ero un ragazzino che arrivava dalla provincia pugliese ed era riuscito a entrare in una scuola importante, a numero chiuso, un istituto pubblico importantissimo”. A parlare è l’attore italiano Riccardo Scamarcio in un’intervista ad Amica.it. Il cineasta, originario di Andria, si racconta a cuore aperto in occasione dell’uscita su Netflix de ‘Lo spietato’ e del film per il cinema “Non sono un assassino”.
L’istruzione, rivela l’attore, ha avuto un ruolo essenziale per la sua formazione morale e personale. “Non avevo sopportato la scuola superiore – racconta – ma mi innamorai dello studio. Sono ancora in contatto con la maggior parte dei compagni di corso”. “Gli studi che ho fatto – prosegue Scamarcio – mi hanno protetto. Il Centro Sperimentale mi ha insegnato la serietà e la moralità di questo lavoro. Non lo mai visto come uno strumento per diventare famoso. Non ho mai inseguito la fama. Neanche all’epoca di Tre metri sopra il cielo, quando è arrivata in modo deflagrante. Lo studio mi aveva dato una direttiva morale ed esistenziale che è mia ancora adesso”.
Scamarcio – 40 anni quest’anno – è uno degli attori più apprezzati del panorama cinematografico italiano. In un’intervista radiofonica, rilasciata qualche tempo fa, rivelava che il suo sogno da bambino era quello di diventare “zapp-attore”, cioè attore con la passione per l’agricoltura. “Non mi andava di studiare. E infatti me l’hanno fatta pagare. E poi sono uno iperattivo, stare cinque ore seduto nel banco per me era pesante. Però poi ho recuperato”.
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