Rimproverata per il look inadeguato, la mamma: “Mia figlia era decente. Non spetta alla maestra giudicare”

“Buon pomeriggio. Oggi mia figlia è andata a scuola vestita così ed è stata ripresa da una insegnante. A suo dire non era ben vestita”. Esordisce così una mamma in un post affidato a Fb in uno dei tanti gruppi dedicati agli insegnanti.
“Vorrei un vostro parere. – ha proseguito la donna pubblicando la foto della bambina – Mia figlia all’uscita era mortificata anche perché è stata ripresa davanti a tutti i suoi compagni”. Il post della mamma ha ottenuto centinaia di commenti, la maggior parte contrari al comportamento della maestra. La redazione di OggiScuola ha contattato telefonicamente la mamma della bimba che ha 9 anni e che frequenta una scuola primaria della provincia di Udine.
L’ABBIGLIAMENTO DELLA BAMBINA
La foto della bambina, che non pubblicheremo per tutela della minore, mostrava l’abbigliamento con cui è andata a scuola martedì 26 marzo. Un abitino bianco al ginocchio che, come ci ha detto telefonicamente la mamma, è costato appena 12 euro, un giubbetto di jeans bianco di quelli larghi e abbastanza lunghi, calze nere e un paio di scarpette basse. Un look che nelle insegnanti presenti nel gruppo Facebook non ha destato alcuna reazione.
IL COMMENTO DELLA MAMMA
“Non è la prima volta che la maestra richiama mia figlia per l’abbigliamento a suo dire inadeguato, ma io non ho mai mandato mia figlia a scuola scoperta o con pantaloni a vita bassa”. “Più volte – ha aggiunto – abbiamo chiesto alla scuola che ha solo cinque classi, di dotarsi di grembiuli in modo da uniformare tutti gli alunni, ma nulla. A questo punto mi pare anche normale che una bimba a cui piace la moda, decida di indossare qualcosa che la soddisfi”. Inoltre, la mamma dell’alunna ha voluto evidenziare come non si possa fare una questione di disparità economica in quanto quel vestitino è costato appena 12 euro in una catena di abbigliamento molto economica presente su tutto il territorio nazionale.
LA NORMATIVA
La mamma ha ragione. Per più motivi. In primo luogo, laddove la maestra avesse voluto sottolineare un abbigliamento inadeguato avrebbe potuto farlo in separata sede con la bambina o contattando i genitori. In secondo luogo, è compito del dirigente scolastico emanare eventualmente circolari sugli abiti banditi. Soprattutto durante i mesi caldi, infatti, i ds sono soliti scrivere nero su bianco alle famiglie, invitando a correggere le scelte dei figli che spesso indossano pantaloncini, top scollati e simili.
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