Un anno fa moriva Fabrizio Frizzi. Per tutti conduttore, ma anche uomo buono che donava LIM alla primaria
Il grande cuore di Fabrizio Frizzi sta continuando a battere anche dopo la sua dipartita. A distanza di un anno dalla tragica scomparsa del Signore della televisione italiana, noi di OggiScuola abbiamo deciso di ricordarlo. E vogliamo farlo attraverso uno dei gesti più vicini ai nostri temi.
Proprio poco la morte dello storico conduttore, il sindaco di Bassano Romano, Emanuele Maggi raccontò: “Una delle ultime chiacchierate l’avevamo fatta nell’estate del 2016, era arrivato al Comune per farci un saluto. Lui era in pantaloncini, sudatissimo e tra le tante cose gli disse che stavamo cercando di comprare delle LIM per i bambini della scuola primaria”.
“Non mi fece neanche finire di parlare. Mi interruppe e disse ‘Una la vorrei donare io’. Il primo bonifico ad arrivare fu proprio il suo e oggi, grazie al suo cuore i bambini possono fare lezione con la lavagna multimediale”.
Dalla morte dell’artista, sono emerse tante storie e racconti di solidarietà fatti nel silenzio, nell’ombra perché non voleva si sapesse.
La scomparsa di Fabrizio Frizzi ha lasciato un vuoto incolmabile nel mondo della televisione e anche nel cuore dei telespettatori che nel corso della lunga carriera avevano imparato ad apprezzare quei modi gentili e da gran signore che lo hanno sempre contraddistinto.
In una intervista rilasciata nel 2009 a Blogo, Frizzi raccontava di come è nata la sua passione per la tivvù. “Era il 1976, andavo ancora a scuola, facevo l’ultimo anno di liceo classico. Il mio sogno era quello di lavorare nello spettacolo e approfittai del fatto che mio fratello lavorasse in una radio romana – Ram102 – per metterci piede dentro la sera di un giorno difficile in cui avevo avuto un incidente con la macchina”.”Quella sera non è finita una vita ma ne è iniziata un’altra. Lì facevo programmi di ogni tipo, dall’intrattenimento alla critica musicale… poi – dovendo fare una scelta – decisi di fare l’intrattenitore puro, mettendo da parte il piglio del critico”. Una carriera brillante, costellata da innumerevoli successi, iniziata quindi tra i banchi di scuola.
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