Docenti precari scrivono al Ministro dell’Istruzione: «Percorsi INDIRE strutturali e graduatorie PNRR3 trasparenti». L’appello per una scuola più inclusiva
Una lettera aperta rilancia il dibattito sulla formazione degli insegnanti di sostegno, sul precariato scolastico e sulla gestione del concorso PNRR3. Al centro le richieste di migliaia di docenti: percorsi di specializzazione accessibili, valorizzazione dell'esperienza e pubblicazione delle graduatorie degli idonei.

La questione del precariato scolastico torna al centro del dibattito con una lettera aperta indirizzata al Ministro dell’Istruzione e del Merito. A firmarla è una docente precaria, madre e lavoratrice, che si fa portavoce delle richieste condivise da numerosi colleghi impegnati ogni anno nelle scuole italiane, in particolare nel sostegno agli alunni con disabilità.
Il documento non chiede corsie preferenziali né deroghe ai principi del merito, ma sollecita un confronto su alcune criticità che, secondo i firmatari, incidono sia sulle condizioni di lavoro degli insegnanti sia sulla qualità del servizio offerto agli studenti.
Al centro dell’appello vi sono tre temi principali: la stabilizzazione dei percorsi INDIRE per la specializzazione sul sostegno, la necessità di rendere economicamente accessibile la formazione dei docenti e una maggiore trasparenza nelle procedure del concorso PNRR3.
Il ruolo dei docenti precari nel sistema scolastico
Nella lettera viene ricordato come, negli ultimi anni, migliaia di insegnanti abbiano garantito il funzionamento delle scuole ricoprendo incarichi di sostegno anche in assenza della specializzazione specifica.
Una situazione determinata dalla cronica carenza di personale specializzato, che ha portato numerosi docenti precari a lavorare con senso di responsabilità per assicurare agli alunni con disabilità la presenza di un insegnante, evitando che molti posti rimanessero scoperti.
Secondo i firmatari, questa esperienza rappresenta un patrimonio professionale che dovrebbe essere riconosciuto e valorizzato attraverso percorsi di formazione stabili e accessibili.
«Non chiediamo privilegi o scorciatoie – si legge nella lettera – ma il riconoscimento del lavoro svolto, dell’esperienza maturata e del diritto degli studenti ad avere insegnanti qualificati.»
Percorsi INDIRE: da misura straordinaria a opportunità permanente
Uno dei punti centrali dell’appello riguarda i percorsi INDIRE dedicati alla specializzazione sul sostegno.
Secondo i docenti, tali percorsi hanno dimostrato che è possibile coniugare formazione qualificata e valorizzazione dell’esperienza professionale maturata nelle scuole.
Per questo motivo viene chiesto al Ministero di trasformare questa opportunità in una misura strutturale, con attivazione periodica e accessibile ogni anno, così da consentire a un numero sempre maggiore di insegnanti di conseguire la specializzazione.
L’obiettivo indicato è duplice: aumentare il numero dei docenti specializzati e ridurre progressivamente il ricorso a personale privo del titolo specifico, migliorando la continuità didattica per gli studenti con disabilità.
Il peso economico del TFA sostegno
Nella lettera trova spazio anche una riflessione sulle difficoltà economiche che molti insegnanti incontrano nel tentativo di accedere al TFA sostegno.
I firmatari evidenziano come il percorso universitario possa comportare costi molto elevati, tra tasse di iscrizione, materiale didattico, spese di viaggio, eventuali pernottamenti e giornate lavorative perse.
Per chi vive una condizione di precariato, con contratti a termine e stipendi non continuativi, queste spese possono rappresentare un ostacolo significativo.
La richiesta rivolta al Ministero è quella di favorire percorsi economicamente sostenibili, affinché la possibilità di conseguire la specializzazione non dipenda esclusivamente dalle disponibilità economiche dei candidati.
Secondo i docenti, una scuola realmente inclusiva deve offrire pari opportunità di formazione a tutti gli insegnanti che desiderano qualificarsi.
Più specializzati significa maggiore continuità didattica
L’appello evidenzia anche le ricadute positive che un incremento del numero di docenti specializzati potrebbe avere sull’intero sistema scolastico.
Ogni anno, infatti, numerosi studenti con disabilità cambiano insegnante a causa del turn over e della difficoltà nel reperire personale specializzato.
Una programmazione stabile dei percorsi di specializzazione consentirebbe, secondo i firmatari, di costruire un organico più qualificato, ridurre il ricorso alle supplenze senza titolo specifico e garantire una maggiore continuità educativa, considerata uno degli elementi fondamentali per l’efficacia dell’inclusione scolastica.
Il nodo del concorso PNRR3
Ampio spazio è dedicato anche al concorso PNRR3, che coinvolge migliaia di aspiranti docenti.
La lettera sottolinea come numerosi candidati abbiano superato tutte le prove previste dal concorso, dimostrando il possesso delle competenze richieste, senza tuttavia rientrare nel numero dei posti disponibili.
Secondo i firmatari, la mancanza di una graduatoria completa degli idonei impedisce ai candidati di conoscere la propria posizione e rende meno trasparente l’intera procedura.
La richiesta è quella di pubblicare l’elenco completo degli idonei e di prevedere, come avvenuto in altre procedure concorsuali, un progressivo assorbimento dei candidati non vincitori qualora si rendano disponibili ulteriori posti per effetto di rinunce, pensionamenti o nuove autorizzazioni alle assunzioni.
Per i docenti, chi supera tutte le prove di un concorso pubblico ha dimostrato il possesso dei requisiti richiesti e rappresenta una risorsa importante per il sistema scolastico.
Le cinque richieste rivolte al Ministero
La lettera aperta sintetizza le proposte avanzate dai docenti in cinque punti:
- rendere permanenti i percorsi INDIRE per la specializzazione sul sostegno, valorizzando l’esperienza di servizio maturata nelle scuole;
- garantire percorsi formativi economicamente sostenibili, affinché nessun insegnante sia escluso per ragioni economiche;
- incrementare il numero dei docenti specializzati per rispondere al fabbisogno delle scuole e assicurare maggiore continuità agli alunni con disabilità;
- pubblicare le graduatorie complete degli idonei del concorso PNRR3, assicurando la massima trasparenza delle procedure;
- prevedere il progressivo assorbimento degli idonei non vincitori nel rispetto del principio del merito e delle future disponibilità di organico.
Un appello che riapre il confronto sul futuro della scuola
La lettera si chiude con un invito al Ministero dell’Istruzione e del Merito ad aprire un confronto sulle criticità evidenziate.
I docenti chiedono che vengano riconosciuti il valore dell’esperienza maturata nelle scuole, l’impegno profuso in anni di precariato e il contributo garantito quotidianamente al sistema educativo italiano.
L’obiettivo dichiarato non è ottenere trattamenti di favore, ma favorire un modello di reclutamento che sappia coniugare merito, trasparenza, formazione e valorizzazione dell’esperienza professionale.
Il tema resta centrale anche in vista delle prossime politiche di reclutamento e della crescente esigenza di assicurare alle scuole un numero sempre maggiore di insegnanti specializzati sul sostegno. La richiesta dei firmatari è che le istituzioni traducano queste istanze in interventi concreti, nell’interesse dei docenti, degli studenti e delle loro famiglie.




