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Contratto scuola 2025-2027, aumenti in busta paga: fino a 143 euro al mese per i docenti e arretrati fino a 1.253 euro

Operativo il nuovo CCNL del comparto Istruzione e Ricerca. Coinvolti circa 1,2 milioni di lavoratori tra scuola, università, Afam ed enti di ricerca. Gli aumenti saranno erogati già durante l'estate, insieme agli arretrati maturati.

ROMA – Diventa pienamente operativo il nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) 2025-2027 del comparto Istruzione e Ricerca. Con il completamento dell’ultimo passaggio tecnico presso l’ARAN, l’Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, il rinnovo contrattuale entra in vigore e consentirà l’erogazione degli aumenti retributivi e degli arretrati a circa 1,2 milioni di dipendenti pubblici, pari a quasi un terzo dell’intero pubblico impiego.

Aumenti medi di 137 euro al mese per il comparto

Il rinnovo contrattuale prevede un incremento medio degli stipendi pari a 137 euro mensili per il personale del comparto Istruzione e Ricerca. Contestualmente saranno liquidati anche gli arretrati maturati, con importi che potranno raggiungere 1.253 euro, a seconda del profilo professionale.

Per il settore scolastico gli incrementi medi mensili sono differenziati in base alla categoria di appartenenza:

  • Docenti: aumento medio di 143 euro al mese;
  • Personale ATA (amministrativo, tecnico e ausiliario): incremento medio di 107 euro mensili.

Scuola, aumenti complessivi e arretrati

Oltre agli aumenti medi, il nuovo contratto determina incrementi retributivi complessivi che raggiungono:

  • 412 euro mensili per il personale docente;
  • 304 euro mensili per il personale ATA.

Sono inoltre previsti gli arretrati relativi al periodo precedente:

  • 855 euro per i docenti;
  • 633 euro per il personale ATA.

Anche gli altri comparti del settore Istruzione e Ricerca beneficeranno delle somme maturate:

  • 1.253 euro per il personale degli enti di ricerca;
  • 1.034 euro per il personale AFAM (Alta Formazione Artistica, Musicale e Coreutica);
  • 854 euro per il personale universitario.

Valditara: “Aumenti e arretrati già durante l’estate”

Il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ha sottolineato che il contratto produce effetti immediati dalla data della sottoscrizione.

Secondo il ministro, gli incrementi stipendiali e gli arretrati saranno corrisposti già nel corso del periodo estivo, consentendo ai lavoratori di beneficiare rapidamente delle nuove condizioni economiche.

Valditara ha inoltre ricordato che dall’insediamento dell’attuale Governo sono stati sottoscritti tre rinnovi contrattuali per il comparto scuola, definendo il risultato “straordinario”. Il ministro ha attribuito il raggiungimento dell’accordo alle risorse stanziate attraverso le leggi di bilancio e ai finanziamenti aggiuntivi destinati al personale scolastico, pari a 300 milioni di euro per il contratto 2019-2021 e 240 milioni di euro per il rinnovo relativo al triennio 2022-2024.

Zangrillo: “Rinnovare i contratti nei tempi previsti è possibile”

Anche il ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, ha accolto con favore il rinnovo del contratto, evidenziando come il risultato dimostri la possibilità di concludere le trattative nei tempi programmati.

Per il ministro, il rinnovo rappresenta un segnale concreto di attenzione nei confronti dei dipendenti pubblici e del valore attribuito al loro lavoro.

ARAN: trattativa conclusa in tre incontri

Il presidente dell’ARAN, Antonio Naddeo, ha evidenziato la rapidità con cui è stato raggiunto l’accordo, ricordando che la trattativa economica è stata avviata e conclusa in soli tre incontri negoziali.

Secondo Naddeo, si tratta della prima volta che il comparto Istruzione e Ricerca inaugura la nuova stagione contrattuale nazionale, dimostrando come la disponibilità delle risorse economiche e la collaborazione tra le parti possano rendere più efficiente il sistema della contrattazione pubblica.

Prosegue il confronto sulla parte normativa

Con l’entrata in vigore della parte economica del contratto, il confronto tra ARAN e organizzazioni sindacali proseguirà ora sulla componente normativa del CCNL, destinata a completare il quadro regolamentare del comparto Istruzione e Ricerca e a disciplinare gli aspetti organizzativi e professionali del personale.

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