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Scuola, gli idonei dei concorsi chiedono una svolta: “Il merito non può restare senza cattedra”

Gli insegnanti inseriti negli elenchi regionali denunciano il paradosso del sistema scolastico: superati concorsi selettivi, ma ancora senza un percorso prioritario verso il lavoro. L’appello al Governo e ai sindacati.

Il dibattito sul reclutamento dei docenti torna al centro dell’attenzione con la richiesta avanzata dal gruppo “Prima i docenti veri, gli idonei abilitati”, che sollecita un intervento del Governo per valorizzare gli insegnanti inseriti negli elenchi regionali dei concorsi pubblici.

Secondo il gruppo, gli idonei rappresentano una categoria di professionisti che ha superato una selezione particolarmente rigorosa, ottenendo l’accesso esclusivamente sulla base del punteggio conseguito nelle prove concorsuali, senza il peso di titoli aggiuntivi, anzianità di servizio o riserve di posti.

Il nodo degli elenchi regionali

La denuncia riguarda una situazione che, secondo i promotori dell’iniziativa, rischia di penalizzare competenze già certificate dallo Stato. Nonostante il superamento del concorso pubblico, molti docenti idonei restano infatti esclusi da un percorso stabile di assunzione, mentre il sistema scolastico continua a registrare una cronica carenza di personale e un ricorso costante alle supplenze annuali.

Il gruppo chiede che agli idonei venga riconosciuta una corsia preferenziale almeno nell’accesso alle Graduatorie Provinciali per le Supplenze (GPS), ritenendo incoerente lasciare inattive professionalità già valutate positivamente attraverso procedure concorsuali.

L’appello alla politica

Nel comunicato si evidenzia quello che viene definito un “paradosso”: da un lato il principio del merito viene indicato come criterio guida della pubblica amministrazione, dall’altro migliaia di candidati risultati idonei continuano ad attendere opportunità lavorative senza garanzie.

Per questo motivo viene richiesto un intervento politico finalizzato ad assorbire le professionalità presenti negli elenchi regionali, garantendo continuità lavorativa e riducendo il ricorso al precariato nella scuola.

Critiche ai sindacati

Il documento contiene anche una valutazione critica nei confronti di gran parte delle organizzazioni sindacali, accusate di non aver trasformato la questione degli idonei in una vertenza nazionale.

Tra le eccezioni viene citata Manuela Pascarella, dirigente della FLC CGIL, indicata come una delle poche rappresentanti sindacali ad aver mostrato attenzione concreta verso le richieste avanzate dagli insegnanti idonei.

“Una questione di giustizia, non di ideologia”

Nelle conclusioni del comunicato, il gruppo sottolinea come la richiesta non abbia una connotazione politica o ideologica, ma riguardi esclusivamente il riconoscimento del merito e il rispetto di professionisti che hanno superato una selezione pubblica altamente competitiva.

“L’obiettivo – sostengono i promotori – è evitare che competenze già certificate vengano disperse, in un momento in cui la scuola italiana continua ad affrontare difficoltà nel reperimento di personale docente.”

Fonte: Comunicato stampa di Francesca Gabriele, gruppo “Prima i docenti veri, gli idonei abilitati”.

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