Dispersione scolastica in calo all’8,2%: il modello “4+2” ottiene riconoscimento internazionale

Italia sotto la soglia UE: i dati ISTAT certificano il trend positivo
La dispersione scolastica in Italia scende all’8,2% nel 2025, centrando in anticipo gli obiettivi fissati dall’Unione Europea nell’ambito dell’Agenda 2030. È quanto emerge dai dati diffusi da ISTAT, che attestano un miglioramento significativo rispetto agli anni precedenti e collocano il Paese tra quelli più virtuosi nel contrasto all’abbandono precoce degli studi.
Bucalo (FdI): “Risultato di grande rilievo per il Paese”
A commentare i dati è Ella Bucalo, senatrice di Fratelli d’Italia, componente della Commissione Cultura del Senato e viceresponsabile del Dipartimento Istruzione del partito:
“I dati diffusi dall’ISTAT sulla dispersione scolastica certificano un risultato di grande rilievo per il nostro Paese. Il raggiungimento dell’8,2% nel 2025 rappresenta un segnale concreto dell’efficacia delle politiche messe in campo dal Governo”.
La senatrice attribuisce il risultato alle strategie adottate dall’esecutivo guidato da Giorgia Meloni e alle politiche del Ministero dell’Istruzione e del Merito.
Il ruolo del modello “4+2” nella formazione tecnico-professionale
Tra i fattori determinanti indicati da Bucalo emerge il modello “4+2”, introdotto per rafforzare la filiera della formazione tecnico-professionale. Il sistema prevede un percorso quadriennale scolastico seguito da due anni di specializzazione, con un forte raccordo tra istituzioni formative e tessuto produttivo.
Secondo la senatrice, il modello ha già ottenuto riconoscimenti anche a livello internazionale, grazie alla sua capacità di:
- integrare competenze teoriche e pratiche
- avvicinare scuola e mondo del lavoro
- offrire sbocchi occupazionali concreti
- ridurre il rischio di abbandono scolastico
Più orientamento e didattica innovativa
Il calo della dispersione, sottolinea Bucalo, è anche il risultato di un investimento mirato su orientamento e innovazione didattica. L’introduzione di percorsi più flessibili e professionalizzanti avrebbe contribuito a intercettare i bisogni degli studenti, valorizzandone attitudini e talenti.
Prospettive: consolidare i risultati
Guardando al futuro, la linea indicata è quella della continuità:
“Occorre proseguire con determinazione su questa strada, consolidando i risultati ottenuti e continuando a investire su una scuola capace di includere, formare e accompagnare i giovani verso il futuro”.
Il tema della dispersione scolastica resta centrale nell’agenda politica e educativa italiana, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente l’inclusione e migliorare la qualità del sistema di istruzione.




