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Esposti anonimi e persecuzioni mirate. L’USR Lazio colpisce ancora, Fenomenologia dell’ennesima “pesca a strascico”

Una vicepreside-sceriffo e un presidente arrogante: la vicenda scolastica di Lenzoni

Una vicepreside-sceriffo, abituata a fare il bello e il cattivo tempo indisturbata, e ora “detronizzata”, un presidente del Consiglio di Istituto arrogante e maleducato che pretende di perdere ore di lavori collegiali a disquisire di problemi personali, senza esitare a alzare la voce contro gli studenti “non allineati”. Questa è la situazione che ha portato alla reazione della DG dell’USR Lazio, Anna Paola Sabatini, che irritualmente ha accentrato a sé anche la funzione di responsabile dell’UPD. Questo ha dato via alla decisione di inviare ispettori presso l’Istituto di Istruzione Superiore “L. B. Alberti” di Roma, diretto dal socio DirigentiScuola Vincenzo Lenzoni.

Una missione con un sapore quasi evangelico

La missione degli ispettori era chiara: “gettate le reti e abbiate fede, qualcosa pescherete”. La dirigenza di Lenzoni, che aveva vissuto anni di reggenza e semi-anarchia, evidentemente non è stata mai digerita fin dall’inizio dalle 15 “amiche del tè”, che costituivano il “Cerchio Magico” intorno alla già vicepreside. Queste docenti, piene di mal di pancia per aver perso i propri privilegi, non avevano però il coraggio di esporsi pubblicamente, e hanno così deciso di inviare esposti anonimi, preferendo restare nell’ombra piuttosto che metterci la faccia.

Le accuse nelle segnalazioni anonime: pretestuose e diffamatorie

Le allegre comari, genericamente descritte come “professoresse” negli esposti inviati all’USR, hanno preso carta, penna e tastiera (ammesso che lo abbiano fatto loro e non qualcun altro più in alto) e hanno messo nero su bianco una serie di lamentele che si rivelano apertamente pretestuose e gravemente diffamatorie. Si andava dal “clima che si respira a scuola” (il classico paravento dietro cui si celano malesseri personali) alla riduzione dell’orario di lezione richiesto dai genitori (che, peraltro, è limitata a poche ore e recuperata, in un quartiere della Capitale soggetto a intenso flusso pendolaristico). Si parlava anche delle presunte assenze del dirigente, che, sebbene vero che a volte fosse assente, per legge non è soggetto a un’obbligazione di mezzi ma di risultato. Altre lamentele riguardavano la chiusura della porta della presidenza (ma come, non era sempre assente?), ed altre banalità difficilmente sostenibili.

Tutto ciò, ribadiamo, in forma del tutto anonima, quindi secondo la logica e la legge, andrebbe immediatamente cestinato. Questo anonimato è sottolineato nella stessa (claudicante) relazione ispettiva, che riporta l’origine dell’indagine in un esposto anonimo inviato all’USR via e-mail da sedici professoresse, con l’accusa di comportamenti e condotta professionale impropria del dirigente scolastico Lenzoni. Al primo esposto sono seguite altre segnalazioni anonime, con lo stesso tenore della prima, che hanno descritto Lenzoni come “un’assenteista incompetente e prepotente”, senza fornire prove concrete a sostegno di tali accuse.

La reazione della DG USR Lazio: una decisione discutibile

Nonostante le accuse fossero anonime, la DG USR Lazio, con la sua condotta irrituale, ha deciso di avviare un’indagine. Un altro D.G. probabilmente avrebbe disposto un’indagine per identificare i responsabili di tali esposti anonimi, eventualmente coinvolgendo la polizia postale, ma invece Sabatini ha deciso di avviare un’ispezione contro Lenzoni, dando credito alle “comari” e alimentando ulteriormente le loro accuse.

Il calvario di Lenzoni: tra accuse infondate e ispezioni invasive

Il povero Lenzoni ha iniziato a subire un vero e proprio calvario, con ispezioni che sembravano più imboscate da parte dei due solerti ispettori, anche mentre era in regolare permesso (104 e sindacali). Nonostante le ispezioni avessero lo scopo di verificare eventuali illeciti, gli ispettori non hanno trovato prove concrete, ma hanno comunque cercato di girare la narrazione in modo da danneggiare la reputazione di Lenzoni. Dopo mesi di paralisi e tensione nella scuola, durante i quali le visite da parte degli ispettori sembravano più simili a degli attacchi personali, alla fine hanno prodotto una relazione che non solo risultava imprecisa, ma anche caratterizzata da errori formali.

Il metodo adottato dagli ispettori: un abuso di potere?

Il contenuto della relazione finale è stato addirittura peggiore rispetto alla resa formale dell’ispezione. La relazione non solo era piena di incongruenze, ma anche di errori evidenti, come la mancanza di interpunzione. A un certo punto, gli ispettori, stanchi del rifiuto di Lenzoni di collaborare a quella che consideravano una “caccia alle streghe”, hanno deciso di inviare la relazione all’UPD per “competenza” o “spettanza”, nonostante la evidente connessione di Sabatini con il caso.

Un sistema scolastico sotto accusa: l’uso delle lettere anonime come strumento di attacco

In conclusione, questa vicenda solleva preoccupazioni più ampie sull’uso delle lettere anonime all’interno del sistema scolastico. Le istituzioni scolastiche non dovrebbero essere utilizzate come strumenti di lotta politica o personale, e la veridicità delle accuse dovrebbe essere sempre verificata attraverso canali ufficiali. In questo caso, la Sabatini ha ignorato le linee guida ministeriali che indicano come le lettere anonime vadano cestinate, salvo rare eccezioni. Perché non è intervenuto il Ministro? La Sabatini gode forse di qualche speciale immunità?

Una battaglia di civiltà per il sistema scolastico

Questo non è solo il caso di difesa di un dirigente scolastico, ma una battaglia di civiltà per il rispetto dei diritti e della dignità degli educatori e del sistema educativo in generale. Le scuole devono essere libere da attacchi infondati e basarsi su un’educazione che rispetti la libertà di insegnamento e l’imparzialità. È fondamentale che i processi disciplinari siano giusti e trasparenti, evitando pratiche che sembrano appartenere più a un regime autoritario che a una democrazia civile.

Comunicato del Presidente Nazionale
Attilio Fratta

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