Una riforma della scuola in chiave ecologica: insegnare a guardare il mondo con gli occhi della Natura
Una riforma della scuola in chiave ecologica: insegnare a guardare il mondo con gli occhi della Natura
“…il contatto dell’uomo con la natura è perduto e con esso è venuta meno quella profonda energia emotiva che questo contatto simbolico sprigionava”, scriveva C.G. Jung.
Ristabilire quest’armonia tra uomo e natura è essenziale per costruire percorsi autentici di ecologia ed educazione ambientale, a partire dalle nuove generazioni che stanno progressivamente perdendo questo contatto. A tal fine occorre ripensare ai fondamenti stessi dell’Istruzione primaria e secondaria mirando ad un’alfabetizzazione ecologica delle nuove generazioni.
Come possiamo riprogettare una scuola ecologica che si fondi su questi presupposti? Su questo interrogativo si sono confrontati insegnanti, dirigenti scolastici, esperti, genitori e studenti nell’ambito del convegno “Per una riforma in chiave ecologica della scuola” svoltosi a Roma sabato 2 dicembre presso l’Aula Magna del Liceo Socrate di Roma.
L’evento ha inteso rappresentare uno dei momenti di un processo di progettazione partecipata che, al momento, ha condotto ad una lettera aperta indirizzata al Ministro dell’Istruzione e ai dirigenti scolastici, docenti, genitori, studenti e alla società civile tutta. La lettera sarà inviata all’inizio del 2024 ed è ancora possibile aderire (in calce il link).
Occorre, si può leggere nella lettera, “una scuola dove si apprendano saperi e si sviluppino pratiche di lavoro con la natura e per la natura per concorrere alla resilienza del territorio; dove ogni studente e studentessa possa comprendere i termini e le cause della crisi ecologica e sociale in atto, elaborare pensieri ed emozioni al riguardo e diventare capace di immaginare e costruire nuovi strumenti per affrontarla. Una scuola che riconosca l’ecologia come patrimonio culturale irrinunciabile”.
L’incontro è stato promosso dal coordinamento tra Associazioni per la decrescita, Associazione Lavoratori della Scuola, Teachers For Future, Fridays For Future e Movimento per la Decrescita Felice e dalla collaborazione con esponenti del mondo accademico.
“Lo sforzo comune è diretto ad una nuova visione basata su un’ecologia profonda e integrale, rispettosa dei cicli rigenerativi della vita, dei beni comuni universali, della equa condivisione delle ricchezze e della dignità di ogni essere vivente, presente e futuro”.
Molti gli spunti, le suggestioni, le proposte scaturite dal convegno per una scuola “non finalizzata ad addestrare “risorse” per il mercato del lavoro, ma alla formazione integrale della persona e a un’educazione ecologica e sociale trasformatrice, caratterizzata da un approccio scientifico, letterario e artistico che, superando la parcellizzazione delle discipline, vada verso un sapere connettivo, capace di promuovere la conoscenza delle interrelazioni dell’ecosistema e di generare una coscienza civica e critica consapevole della complessità delle sfide presenti”.
È dal presupposto di superare ogni idea di separazione tra umanità e natura che nasce l’esigenza di riappropriarsi di questo legame partendo dal riconoscimento della natura in noi e dei limiti da rispettare con consapevolezza e responsabilità, ma senza nessun approccio colpevolizzante.
Per anni, spiega Federico Calò Carducci (Movimento per la Decrescita Felice), “ci hanno trasferito un’immagine di separazione tra la natura e l’essere umano; siamo arrivati ad un rapporto con la natura non più diretto, spontaneo, immediato (im-mediata nel senso di non-mediata) ma, purtroppo fagocitata dalle regole dell’economia e del mercato. Nei secoli la natura è stata resa trattata alla stregua di una merce, che possiamo usare, modificare, plasmare, migliorare secondo le nostre esigenze. In virtù di questa capacità, l’essere umano è arrivato a percepirsi altro dalla natura, al di sopra di essa, migliore di essa. Prima di tutto c’è l’essere umano e poi, dopo, anche la natura. Ma l’essere umano non è altro dalla natura, l’essere umano è natura, noi siamo natura. La natura è il nostro corpo e il nostro corpo è la natura”.
“L’avidità, la crescente spirale di accaparramento di beni materiali, il modello individualista e competitivo dell’economia hanno dominato la vita in tutte le sfere: lavoro, scuola, gioco, tempo libero. Ecco allora che abbiamo bisogno anche di una svolta culturale in chiave sociale: dobbiamo capire che noi siamo relazioni. Il primo esercizio consiste nell’osservare il mondo non più con gli occhi di un essere umano, ma con gli occhi della natura. La natura è maestra, è esperta”, afferma ancora Calò Carducci.
Se a ciò aggiungiamo la sempre più pressante digitalizzazione della società e della scuola, rischiamo di rinchiudere le relazioni fisiche ed emozionali in una dimensione virtuale, avulsa dalla realtà ecosistemica che ci comprende. E, in tale direzione, evidenzia Renata Puleo (ALaS – Associazione Lavoratori Scuola) “le forme invasive di digitalizzazione, non tengono conto dell’impatto ecologico e sono funzionali all’educazione del cittadino digitale globale”. Sempre più lontano, aggiungiamo, dalla sua essenza e quindi dalla Natura generatrice, riflesso della nostra umanità.
Per passare dalle parole ai fatti, i promotori e sottoscrittori della lettera, propongono al Ministero e a tutte le componenti della scuola, la costruzione di curricula di Istituto che abbiano come cornice di riferimento l’educazione ecologica, al fine di rendere la scuola il luogo di una educazione trasformatrice nel senso dei valori costituzionali.
Nella lettera aperta di propone al Ministero di: avviare un ripensamento dell’intero impianto epistemologico delle discipline e il superamento della loro rigidità e settorializzazione in favore di un insegnamento sistemico; ridiscutere le Linee guida per l’insegnamento dell’educazione civica (adottate in applicazione della legge n. 92/2019) implementando l’insegnamento trasversale dell’educazione ecologica; ricomporre l’insegnamento delle 33 ore previste per ciascun anno di corso in un’unica visione di educazione ecologica integrata al fine di valorizzare la dimensione unitaria e relazionale (ecologica, tecnologica, sociale e politica) della vita sul pianeta.
“Abbiamo tanto da imparare dalla Natura, evidenzia Laura Marchetti, prof.ssa di antropologia culturale e di didattica, e ritengo essenziale l’elaborazione di una proposta finalizzata a ridefinire le Linee Guida per l’educazione ambientale e la sua collocazione fra gli insegnamenti della scuola pubblica nazionale. Un’educazione naturale come educazione alla complessità della Natura, ma anche alla naturalità umana”.
Rosa Tiziana Bruno, sociologa dell’educazione, ritiene l’educazione ecologica passo essenziale per giungere all’ecosaggezza, ovvero “una nuova consapevolezza di sé e degli altri e della relazione che ci lega alla Terra e a tutti i viventi. Serve, afferma ancora la Bruno, un nuovo paradigma educativo, di tipo socio-relazionale, basato sulla combinazione fra principi etici e sviluppo cognitivo, che coinvolga scuole e famiglie, per promuovere azioni corrette, sostenute da buone forme di relazioni”.
“Costruire i curricula attorno ai principi cardine di un’educazione ecologica rappresenta un dovere oltre che l’asse intorno a cui far ruotare una progettazione didattica aperta e innovativa, concorda Piero De Luca, dirigente Scolastico napoletano.
Secondo Maria Elena Bertoli, insegnante (Ass. per la decrescita), “ecologia vuol dire fare pace con la natura. Fare educazione nonviolenta ed ecologica significa educare i ragazzi all’arte del dialogo, dell’ascolto, del rispetto, della semplicità, della lentezza, della gentilezza, della convivialità, …”.
Lavinia Iovino di Fridays For Future, afferma infine che “…noi possiamo essere rinascita. Se noi vogliamo che le cose cambino e se ci impegniamo da ora e da noi, apporteremo un grande valore al cambiamento”.
La lettera e il convegno sono un primo passo di un percorso che auspica di coinvolgere quante più soggetti possibili (esperti, dirigenti, insegnanti, genitori, studenti e cittadini) per avviare un confronto su una proposta di riforma in chiave ecologica dell’impianto educativo della scuola italiana.
Per sottoscrivere la lettera: https://bit.ly/3tUe5Xu
L’elenco di tutti i firmatari è disponibile a questo link: https://bit.ly/47N5i8o
Per maggiori informazioni: [email protected]
Teresa La Marca




