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Sottosegretario Sasso perplesso sull’utilizzo dei docenti a 36 ore. I sindacati tacciono!

Ancora una volta i docenti vengono trattati come manovalanza da adoperare anche in spregio delle regole

stabilite da un contratto siglato tra Governo e sindacati. Sindacati… proprio quelli che dovrebbero gridare allo

scandalo e invece continuano ad accettare provvedimenti al limite del caporalato!

Se ne accorge, addirittura, il Sottosegretario all’Istruzione Rossano Sasso che dichiara:

“Non nascondo le mie perplessità su alcune misure, come ad esempio quella che riguarda gli insegnanti non

vaccinati: farli tornare a scuola senza poter fare lezione mi sembra una trovata bizzarra”.

E aggiunge:

“La condizione naturale di un docente è stare in aula con i propri studenti e tutti potrebbero farlo senza costituire un

pericolo per nessuno, sottoponendosi a un tampone ogni 48-72 ore. Lavoreremo per correggere alcuni aspetti

normativi che confliggono palesemente con il buon senso”.

Peccato che ora parla di “semplice buon senso” mentre appena il 28 marzo scorso, sulla sua pagina Facebook, tuonava:

“In queste ore ne sto sentendo di tutti i colori da parte di opinionisti che il più delle volte conoscono poco della

scuola, ipotesi fantasiose sull’utilizzo dei docenti non vaccinati riammessi in servizio: da chi li vorrebbe in segreteria

a chi a fare vigilanza nei corridoi…

Vi do una notizia: il lavoro di un docente è diverso da quello di qualsiasi lavoratore pubblico e non si può modificare

o peggio ancora, demansionare.

Se con la cessazione dello stato d’emergenza abbiamo previsto il rientro al lavoro dei docenti sospesi poiché non

vaccinati, non possiamo impedirgli di fare il proprio lavoro: insegnare.

Come si può annullare la sospensione, reintegrare in servizio e impedire di entrare in classe?

È un cortocircuito giuridico (e non solo) che inoltre ha un costo: per ciascuno di loro viene nominato un supplente,

quindi due stipendi per un unico posto di lavoro! 30 milioni di euro.

Una decisione a mio avviso priva di logica sanitaria e scientifica, figlia di un periodo che speriamo di lasciarci alle

spalle per sempre.

E poi, mi chiedo: visto che si è deciso di retribuirli e riammetterli in servizio, non sarebbe più sensato farli lavorare

davvero, magari previo tampone negativo ogni 72 ore, come accadeva in precedenza e come avviene per altri

lavoratori?

Delle due l’una: o per coerenza si nega totalmente il loro rientro a scuola e quindi si continua sulla linea (che io non

condivido)  dei Ricciardi, Speranza ecc. che pensano di essere ancora nel 2020, o si consente a queste persone di

poter lavorare, con tutte le cautele del caso, e restituiamo definitivamente serenità alla comunità scolastica.”

La Nota Miur n. 659 del 31 marzo 2022, che cerca approvazione con uno scandaloso parere dell’Ufficio legislativo, pretende di collocare di fatto in altro ruolo il personale non vaccinato modificandone l’orario di servizio da 18 a 36 ore settimanali.

Ora, non voglio entrare nella polemica tra chi è a favore o chi è contrario al vaccino, ma se è cessato lo stato di emergenza, protratto con non pochi abusi da due anni a questa parte, non si può assolutamente modificare con una semplice nota il contratto di lavoro stipulato in qualità di docente.

Ancora più scioccante è il fatto che la stessa Nota ministeriale pone i colleghi alla mercè dei DS che possono

decidere liberamente di stabilire l’attività da svolgere:

“servizio di biblioteca e documentazione, l’organizzazione di laboratori, il supporto nell’utilizzo degli audiovisivi e delle nuove tecnologie informatiche, le attività relative al funzionamento degli organi collegiali, dei servizi amministrativi e ogni altra attività deliberata nell’ambito del progetto d’istituto”.

I sindacati, in prossimità delle elezioni per le RSU, si guardano bene, ovviamente, dal protestare perché il personale ormai è spaccato e secondo loro non vale la pena alzare la voce in favore della minoranza dei colleghi incappati in questo scempio normativo.

Ricordate tutti, però, che questo è solo l’ennesimo abuso commesso nei confronti dei lavoratori della scuola con la connivenza dei sindacati di Stato, che dovrebbero rappresentarci e difenderci contro un Governo che in nome e per conto dell’ “emergenza”, ci ha trattato e continua a trattare come mera e silenziosa MANOVALANZA.

Il Segretario Generale FederIstruzione

Antonio Scarpellino

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