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Nel Lazio l’USR invia alle scuole le Linee guida Gender ma scoppiano le polemiche

Genitori, associazioni e rappresentanti politici non accettano l'iniziativa e chiedono che venga ritirata

Mentre in Parlamento non si è ancora deciso se adottare il ddl Zan, in Lazio tutte le scuole hanno ricevuto, dall’Ufficio Scolastico Regionale, le Linee guida per le Strategie di intervento e promozione del benessere dei bambini e degli adolescenti con varianza di genere.

Si tratta di un documento elaborato dal Servizio per l’Adeguamento tra Identità Fisica e Identità Psichica (SAIFIP) dell’Azienda Ospedaliera San Camillo Forlanini in collaborazione con l’associazione Genderlens e Agedo.

Nell’introduzione si legge che negli ultimi anni si è assistito al superamento del concetto di “binarismo sessuale” che prevede l’esistenza di solo due generi (maschile e femminile), sostituito da quello di “spettro di genere” secondo il quale il genere si presenta in un’infinita varietà di forme, dimensioni e tonalità.

Questo implica che anche la scuola debba saper educare a questa visione del gender e al rispetto di ogni persona.

Con Le Linee Guida, infatti, si definiscono alcune buone pratiche organizzative e si illustrano anche alcuni atteggiamenti che permetterebbero a tutti di poter vivere l’ambiente scolastico con serenità, indipendentemente dal genere in cui si rispecchiano.

 INDICAZIONI DALLE LINEE GUIDA

Nel testo, si invitano le scuole e gli studenti ad adottare alcune delle pratiche di seguito elencate:

  • garantire formazione al personale scolastico e agli studenti sui temi della «varianza ed espressione di genere;
  • offrire una modulistica che rifletta il linguaggio di genere inclusivo»,
  • attivare la “Carriera Alias”, che consiste in una modifica della carriera reale dello studente o della studentessa mediante l’assegnazione di un’identità provvisoria, transitoria e non consolidabile;
  • usare il nome e i pronomi scelti;
  • usare bagni e spogliatoi mettendo a disposizione del minore con varianza di genere un bagno/spogliatoio non connotato per genere.

LE REAZIONI

Se molti studenti del Lazio, come afferma La Repubblica, hanno reagito positivamente alla notizia di queste iniziative, meno d’accordo è la Lega regionale che attacca il Ministero per quanto accaduto.

A lanciare l’allarme è stata anche l’associazione Generazione Famiglia di Pro Vita & Famiglia Onlus. L’associazione, si legge su Secolo d’Italia, ha chiesto al Ministero di sospendere l’iniziativa sottolineando anche il fatto che non ci sia stata comunicazione e confronto alcuni in merito a temi così delicati che possono ledere la libertà educativa dei genitori.

Contrario è anche il sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso secondo il quale quei documenti violano quanto espresso in una circolare ministeriale del 2015 dove si afferma che “le ideologie gender non rientrano tra le conoscenze sui diritti e i doveri dei cittadini da trasmettere agli studenti e siano da considerare pratiche estranee al mondo educativo.”

Bambini e ragazzi – spiega Sasso – vanno accompagnati con amore e rispetto nell’educazione e nella formazione, non trasformati in bersagli della propaganda politica“.

 

 

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