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Scuola, la protesta dei genitori: “Da un anno viviamo nell’ombra delle istituzioni”

Hanno manifestato il loro disagio con cartelli ma rispettando le norme di sicurezza.

I comitati genitori dei plessi scolastici degli istituti Collodi, Pascoli, Pontida e De Amicis di Busto Arsizio hanno protestato contro la Dad davanti alla sede di via Pastrengo per dare voce ai bambini. “Siamo delusi, affranti, preoccupati, frustrati e arrabbiati. Non è accettabile avere i centri commerciali aperti e la scuola chiusa”.

Hanno manifestato il loro disagio con cartelli rispettando le norme di sicurezza con il distanziamento: “Siamo la categoria che da un anno vive nell’ombra delle istituzioni, fanalino di coda dell’agenda politica -ha detto il portavoce – Protestiamo per dare voce ai bambini, che da un anno a questa parte si sentono dire ‘la scuola riapre tra poco, la scuola non riapre più, rispettate le regole’, i bambini l’hanno fatto con serietà. Loro non hanno voce, tocca a noi dargliela”. “Se fosse tutto chiuso, se vedessimo un progetto convincente, saremmo tutti pronti a seguirlo ancora una volta. Ma in nessuna galassia è accettabile avere i centri commerciali aperti e la scuola chiusa. I bambini sono il nostro futuro, mettiamoli in cima a tutto”.

“Giù le mani dalla scuola” hanno più volte urlato i genitori. Alla protesta si è unito anche Matteo Sabba, della lista Busto Grande nonché presidente del Duc, che ha espresso il suo parere: “Non ho figli, ma è una follia lasciare i bambini a casa da scuola e costringere i genitori a portarli dai nonni, ossia dalle persone più fragili. Questa incongruenza non è stata risolta. E se il commercio ha perso un anno di lavoro, i bambini stanno perdendo il secondo anno. Stanno pagando più di tutti questa situazione”.
La speranza di tutti i genitori è che sia prevista la presenza dopo Pasqua.

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