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Giovane insegnante precaria porta con sé le figlie a scuola: “Siamo esasperati”

Mariangela ha portato con sé le bimbe nel comprensivo Foscolo Lomanto di Canosa, dove troveranno accoglienza probabilmente in un'aula vuota.

Giovane insegnante precaria porta con sé le figlie a scuola. La storia è stata raccontata dalla stessa docente sulle pagine di Repubblica. Da Mola di Bari a Canosa, per raggiungere la scuola del genitore. “Siamo esasperati e costretti a soluzioni estreme, perché ancora una volta le scuole sono state chiuse con un preavviso che rende impossibile qualsiasi altra organizzazione”. Lo ha denunciato la stessa docente Mariangela Biancofiore, che nel primo giorno di applicazione dell’undicesima ordinanza firmata da Michele Emiliano ha dovuto portare con sé le sue due figlie sul luogo di lavoro.

Vivo a Mola e ogni giorno raggiungo le mie scuole a Canosa coi mezzi pubblici. Esco di casa alle 4.30 del mattino, e ho una baby sitter che mi aiuta a portare e riprendere le mie due figlie di 8 e 11 anni da scuola, perché mio marito vive all’estero. Ho costruito a fatica un equilibrio molto complesso, messo continuamente in crisi dalle ordinanze che creano caos nelle famiglie, ci costringono alle notti insonni nell’incertezza. La dad mi obbligherebbe a lasciare solo le bimbe a casa collegate al pc: un’ipotesi pericolosa e impraticabile, anche perché si tratta di minori. E come me, posso garantirlo, ci sono tantissime famiglie nelle stesse condizioni”.

FAMIGLIE ESASPERATE DALLA DAD

La donna, inoltre, racconta: “La nostra baby sitter non è disponibile a coprire l’intera giornata perché sta studiando – spiega Mariangela, che come tante famiglie non può trovare una persona fidata come sostituta last minute in 24 ore – Le mie figlie in questo anno si sono adattate a mille soluzioni di emergenza, da casa dei nonni allo studio di mio fratello, ma ora mia madre non sta bene e loro stesse si sono categoricamente rifiutate di farle correre alcun rischio”.

Di qui la scelta “estrema”: Mariangela ha portato con sé le bimbe nel comprensivo Foscolo Lomanto di Canosa, dove troveranno accoglienza probabilmente in un’aula vuota. Poi le parole di protesta contro un sistema che “non tutela le famiglie, i genitori lavoratori e soprattutto i ragazzi“. “Ho dovuto portare con me le bimbe al lavoro, perché non posso certamente rinunciare alla supplenza – ripete Mariangela – Per fortuna la scuola in cui insegno è aperta, accogliente e inclusiva. I bambini non sono pacchi da spostare, le mie figlie mi hanno pregata di venire con me e di non essere lasciate sole, e in questo contesto è davvero difficile non fare perdere loro la motivazione”.

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