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Genitori in strada: “La nostra casa non è una scuola, viviamo un inferno”

Sotto ai portici banchi, quaderni, matite, penne e tablet per seguire le lezioni in Dad.

Protesta di genitori e studenti in via Roma ad Arezzo. Stanchi dei disagi per le loro condizioni che vanno avanti ormai da un anno. “Vogliamo dare voce ai bambini che da un anno vivono un inferno”.
Sotto ai portici: banchi, quaderni, matite, penne e tablet accesi per seguire le lezioni in Dad.

Il Comune di Arezzo, il 1° di marzo ha sospeso le lezioni in presenza, riportando i ragazzi, ad eccezione degli asili nido e materne, di nuovo in Dad.

“I nostri figli – raccontano delle mamme – si trovano a vivere un grandissimo disagio. Ogni volta che abbiamo dovuto dire loro che le scuole sarebbero rimaste chiuse ci hanno implorato di fare qualcosa. Noi però non possiamo fare niente se non chiedere con tutte le nostre forze che venga garantito il diritto ad usufruire di un servizio fondamentale per la loro crescita intellettuale e civica.

E non possiamo neppure dimenticare che con la Dad molti studenti si sono persi. Non tutte le famiglie dispongono di mezzi per sostenere i figli che studiano da casa. Connessioni, pc, tablet non sono a disposizione di tutti. Inoltre, ci sono anche studenti che hanno quasi del tutto abbandonato le lezioni perché persi dietro altri impegni”

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