Scuola Campania, il modello Nevio e le classi in bolla: il risultato è sorprendente
Studenti incorporati in interclassi miste per proseguire con moduli di studio

Classi in bolla e niente doppi turni. Le scuole in Campania si organizzano ai tempi della pandemia. Con dirigente scolastici lungimiranti. L’esempio è il Nevio, ma sono tanti gli istituti scolastici che stanno adottando questo “esperimento” che sta dando i suoi frutti.
All’Istituto Comprensivo Gneo Nevio di Napoli – come evidenzia il Corriere del Mezzogiorno – hanno ovviato al problema del sovraffollamento delle classi (un problema atavico nelle scuole in Campania) e del giusto rapporto tra numeri di studenti e ampiezza delle aule ricorrendo al metodo delle classi bolla. Gli studenti in «eccedenza» vengono cosi accorpati in interclassi miste per proseguire con i moduli di studio. «È un metodo che hanno adottato anche altre scuole di Napoli- ci tiene a precisare il dirigente scolastico Maria Loreta Chieffo – e che fino a questo momento ci ha dato ottimi risultati.
“I ragazzi in più”, anche se è orribile dirlo, vengono raggruppati in classi con compagni di altre sezioni e formano le famose classi in bolla.
Ci restano per tre settimane, 21 giorni in cui vengono seguiti sia dai loro docenti che da quelli di altre sezioni, in modo da non perdere mai il contato con i loro insegnati.
SCUOLE CAMPANIA, LA DIDATTICA A GONFIE VELE
Un esperimento – come racconta il Corriere del Mezzogiorno – che sta funzionando alla grande. Anche dal punto di vista didattico. Tanto che gli alunni alla fine del periodo vorrebbero non tornare nelle loro classi».
Su circa 400 alunni della scuola secondaria di primo grado dell’istituto, sono una sessantina i ragazzi e e le ragazze che vanno a finire nella bolla. «Ci vanno tutti a rotazione – prosegue Maria Loreta Chieffo- abbiamo deciso di farlo in ordine alfabetico.
Anche i docenti ci vanno, una parte del loro monte ore viene destinato a questo percorso, anche per dare continuità al rapporto studenti-insegnanti». Niente didattica a distanza, tranne per gli alunni fragili che ne fanno richiesta, la scuola si fa in presenza, tranne che in casi particolari.
DIDATTICA A DISTANZA A RICHIESTA PER LE FAMIGLIE
«La didattica domiciliare integrata- spiega ancora il dirigente scolastico-naturalmente è garantita per tutti gli alunni le cui famiglie ne fanno richiesta». Distanze di sicurezza e regole igieniche sono, naturalmente prioritarie all’interno dell’Istituto. «L’unica cosa che davvero non va- sottolinea Chieffo – è il rapporto che abbiamo con l’Asl. Mi rendo conto che hanno tanto da fare, ma per avere risposte dai loro uffici ci vuole troppo tempo.
Magari dovrebbero aumentare il personale. Noi presidi spesso dobbiamo dare risposte immediate a certe situazioni che vengono a crearsi. In merito a contagi ed eventuali chiusure, e non possiamo aspettare troppo tempo. Ma questo accade davvero troppo spesso». Le scuole in Campania si adattano in tempi di pandemia e si organizzano. Un modello che magari si può esportare.




