
Una presa di posizione durissima sulla scuola alla luce degli ultimi provvedimenti del Tar Campania che ha di
fatto bocciato le ordinanze di De Luca sul rientro in classe. Un gruppo di docenti salernitani annuncia battaglia a
colpi di carte bollate al Consiglio di Stato. I docenti chiedono di essere vaccinati prima del rientro in presenza perché “il diritto alla salute nella gerarchia valoriale viene prima del diritto all’istruzione”.
I DOCENTI: NON SIAMO CONTRARI O MENO ALLA DAD, SIAMO SOLO RAGIONEVOLI
«Vorremmo tornare alla didattica – si legge sul Corriere del Mezzogiorno – in presenza solo dopo il vaccino. Non si tratta di essere Sì Dad o No Dad, si tratta di essere ragionevoli». E’ chiara la professoressa Pina Masturzo, docente di italiano e latino al liceo scientifico “Leonardo da Vinci” di Salerno. «Se la scuola in presenza è un servizio essenziale consentiteci di lavorare in sicurezza vaccinandoci». L’appello alla ragionevolezza si estende anche agli orari: «E’ insensato pensare che studenti di liceo possano entrare in classe alle 10 e uscire alle 16.
Molto meglio la dad in un orario consono poiché consente il giusto tempo da dedicare al pranzo, al riposo e allo studio. Con gli orari proposti i ragazzi non riusciranno a studiare nei tempi necessari, soprattutto gli studenti delle ultime classi che dovranno affrontare l’ esame di Stato. Il problema si aggraverebbe per i numerosi studenti pendolari. Senza parlare dei problemi di orario dei docenti, soprattutto quelli impiegati su cattedre orario esterne e, quindi su più scuole».
I docenti chiedono che il mondo della scuola partecipi al processo decisionale. «Pur rispettando le competenze di tutti debbo dire che mi dispiace che intorno ai tavoli tecnici non siedano mai coloro che hanno la reale conoscenza della situazione scolastica, mi riferisco ai dirigenti e ai docenti». Il mondo della scuola è in apprensione a Salerno, ma anche in provincia.
La professoressa Lucia Corrado è docente di filosofia al liceo scientifico “Gallotta” di Eboli: «Andremmo tutelati con la vaccinazione, solo dopo potremmo tornare a scuola in sicurezza». Chiedono di continuare con la didattica a distanza fino al vaccino. «La presenza ci porterebbe preoccupazioni molteplici: dovremmo proteggere gli studenti e noi stessi da possibili contagi. Dovremmo arieggiare gli ambienti più volte anche in pieno inverno». E poi c’è il problema dei trasporti e degli assembramenti dei ragazzi in entrata e in uscita».




