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Nocera ed Eboli, positivi al Covid bimbo di tre anni e maestra: scuole chiuse e sanificazione

Casi al plesso Santa Chiara di Nocera e all’Istituto Comprensivo Giacinto Romano di Eboli

Nocera ed Eboli, bambini positivi al Covid nelle scuole.  È successo in due scuole dell’infanzia a Eboli e a Nocera Inferiore. Un bambino di tre anni e una maestra sono risultati positivi al Covid-19. Dopo appena quattro giorni dalla ripresa delle lezioni in presenza le due scuole hanno dovuto alzare bandiera bianca: quarantena, aule chiuse, sanificazione, didattica a distanza. A Nocera Inferiore la scuola coinvolta è il plesso Santa Chiara di via Grimaldi che fa parte del Terzo Istituto Comprensivo.

L’altra mattina – come riporta il Mattino –  la dirigente scolastica Maria Ventura è stata informata della positività di un’insegnante, sta bene e non ha i sintomi della malattia. Immediatamente sono scattate le procedure previste dalla normativa anti Covid.

Come da procedura alunni e docenti sono stati posti in quarantena, avviata la didattica digitale integrata, aule vuote per provvedere alla sanificazione. L’insegnante ha scoperto di essere positiva al Covid dopo essersi sottoposta allo screening organizzato dall’Asl Salerno e dall’amministrazione comunale.

Secondo i dati, su 100 tamponi processati, uno solo è risultato positivo, quello dell’insegnante. «Abbiamo sanificato i locali – ha comunicato la preside – e lunedì riapriremo alcune sezioni».

A Eboli, invece, è stato un bambino ad aver contratto il Covid. Il piccolo frequenta la classe dell’infanzia del plesso Molinello dell’Istituto Comprensivo Giacinto Romano. L’alunno era rientrato a scuola insieme ai suoi compagni, per fortuna solo quattro, lunedì scorso così come da disposizioni del commissario prefettizio Antonio De Iesu. All’inizio nessun sintomo, poi la spiacevole sorpresa. Le sue condizioni non destano particolari preoccupazioni. Si è in attesa dei risultati dei tamponi effettuati agli altri bambini e alle due insegnanti.

La speranza è che i pochi giorni trascorsi insieme non siano stati sufficienti alla trasmissione del virus. L’episodio ha riacceso le polemiche tra chi vorrebbe le scuole aperte e chi, invece, è più propenso a continuare la didattica a distanza. Senza un compromesso non si troverà un accordo e si rischia di avere classi mezze piene o mezze vuote. In alcune classi, attualmente in dad, ci sono bambini positivi.

Questo conferma, in qualche modo, la teoria secondo cui la scuola non sarebbe il luogo del contagio, ma, per contro, si può immaginare che l’infezione possa essere diffusa più facilmente tra i banchi.

Intanto, dal prossimo lunedì 18 gennaio, torneranno in aula gli alunni delle restanti classi della primaria. Non tutti, però. Resteranno ancora a casa gli studenti dei plessi Berniero Lauria e della Pietro da Eboli dell’Istituto Gonzaga. Nonostante gli sforzi di De Iesu e dell’ufficio manutenzione del Comune, con Francesco Mandia in testa, non si riesce a riparare la caldaia, il pezzo da sostituire è introvabile. Pare infatti che l’apparecchio sia obsoleto e ormai fuori produzione, ricambi compresi.

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