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Cresce l’allerta Covid-19, Orlando annuncia: “Pronto a chiudere le scuole”

Il costante aumento dei casi ha messo in allarme in primo cittadino.

I contagi da Covid-19 in Sicilia continuano ad aumentare e l’impennata degli ultimi giorni potrebbe mettere

(ancora) un freno alla riapertura delle scuole. “Siamo nuovamente nella situazione di qualche mese fa, quando

sono stato costretto a sospendere un provvedimento già pronto ancorché di dubbia legittimità per le scuole di

competenza comunale. La scuola è importante, certamente, ma non possiamo per questioni di principio provocare

una strage”, annuncia il sindaco Orlando.

Coronavirus, in Sicilia il tasso di positività più alto registrato in Italia
Il primo cittadino lascia presagire l’intenzione di un nuovo stop all’attività didattica in presenza. Sembra insomma che a dispetto del calendario, oggi 7 gennaio, siamo tornati al mese di novembre quando Orlando annunciava la chiusura delle scuole (ordinanza poi non emessa ndr). In quel caso il Professore lamentava la mancanza dei dati relativi ai contagi e ingaggiava una “battaglia” con la Regione.

Covid, verso il rinvio delle lezioni in presenza alle scuole superiori
Adesso – si legge su Palermotoday – a livello nazionale il Governo e il Miur hanno dato un indirizzo di massima (Rientro in presenza al 50% per le scuole secondarie di secondo grado dal prossimo lunedì 11 gennaio. Da oggi al 9 gennaio dad. Per scuola dell’infanzia e del primo ciclo ripresa da oggi in presenza ndr), le Regioni di fatto si muovono in ordine sparso. Palazzo d’Orleans pensa a un rinvio delle lezioni in presenza per gli allievi delle Superiori. A livello comunale Orlando non solo pensa alla chiusura delle scuole, ma torna poi a chiedere “interventi adeguati” per le attività economiche. “Non è inoltre accettabile continuare a bloccare la capacità dei Comuni di rendere servizi essenziali per vincoli e limiti di spesa che altri paesi europei hanno sospeso e che in Italia continuano a essere vigenti – tuona – Non sono tollerabili impuntature di burocrazie di Palazzo che sembrano vivere fuori dalla attuale realtà. Se è emergenza si adottino provvedimenti di emergenza che tutti gli altri paesi europei hanno già adottato. Non vi è più tempo da perdere”.

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