Scuola, riapertura dopo le vacanze di Natale? Colpo di scena, Azzolina preoccupata
Grande fermento nel mondo della scuola, il dibattito sulla riapertura è apertissimo.

Lucia Azzolina, Ministra dell’Istruzione, come è noto spinge per la riapertura delle scuole, anche superiori, il prossimo 7 gennaio, subito dopo le vacanze di Natale. Tuttavia sono tanti i dubbi sollevati dagli esperti, dal momento che il numero di contagi e decessi è ancora troppo alto. Azzolina preoccupata, potrebbe non passare la sua linea.
QUANDO RIAPRE LA SCUOLA?
La voglia di tornare a scuola c’è, ma la domanda più gettonata è: quando sarà possibile farlo? In vista delle feste di Natale e Capodanno, il Governo Conte spinge per un lockdown nazionale per fermare la diffusione del contagio da Coronavirus. Lucia Azzolina, però, ha un chiodo fisso: riprendere le lezioni in presenza, anche alle superiori, il 7 gennaio. “Si sta lavorando in queste ore insieme alle Regioni, ci sarà a breve un incontro, da un lato per i trasporti, dall’altro lato per tamponi e test rapidi. Sono già partiti i tavoli con i prefetti. Se c’è da ragionare sui trasporti non lo si può fare solo dal punto di vista nazionale, ogni territorio ha le sue esigenze, i tavoli con i prefetti ci aiutano a risolvere le criticità. Inoltre come ministero abbiamo chiesto una corsia preferenziale per la scuola per i tamponi”, ha confermato ieri Azzolina.
LA RISPOSTA DEGLI STUDENTI
La didattica a distanza non entusiasma nessuno, va detto. O comunque sono pochi coloro che riescono ad ottenere profitti scolastici accettabili. Secondo quanto evidenziato da Skuola.net, su 3mila alunni delle scuole superiori in tutta Italia 1 su 3 ha ammesso di fare Dad in pigiama, 6 su 10 confessano che – almeno una volta – non hanno seguito i professori pur risultando presenti. E poi c’è il problema connessione: meno di 4 su 10 dicono di avere un collegamento veloce, stabile e senza limiti di traffico, vale a dire circa il 60% dei ragazzi. E poi, oltre 2 su 3 dicono di essere davanti allo schermo di un computer (per motivi didattici) ben oltre l’orario di scuola: il 51% stima questo tempo tra le 6 e le 10 ore, per il 17% l’esposizione dura quasi tutta la giornata.




