Cronaca

Senza tampone non si torna a scuola

Senza tampone non si torna a scuola. E neppure senza certificato medico. Che si tratti di uno studente o di un insegnante, tutti coloro che manifesteranno in classe o a casa un’alterazione febbrile di almeno 37,5 gradi «o sintomatologia compatibile con il Covid-19» per essere riammessi alle lezioni o in servizio dovranno fare un tampone dall’esito negativo. Solo in questo caso il pediatra o il medico di base certificherà l’avvenuta guarigione, salvo non ritenga necessaria l’esecuzione precauzionale di un secondo tampone. Personale scolastico e studenti avranno la precedenza nell’effettuazione dei test. È l’ultima indicazione che arriva dal ministero della Salute per la riapertura delle scuole in sicurezza.

Non si torna a scuola

La circolare firmata dal direttore generale di prevenzione del dicastero, Giovanni Rezza, è stata diramata ieri alle varie federazioni dei medici, alla protezione civile, ai ministeri e alla regione Veneto. Una circolare chiara: senza tampone non si torna a scuola. Risponde alle richieste di chiarimento che erano giunte dal ministero dell’istruzione visto il caos che si era scatenato con l’avvio del nuovo anno scolastico. Circa 10 milioni di cittadini che si sono rimessi in movimento, le prime scuole chiuse per casi Covid tra gli studenti, le attese per un autunno e un inverno al cardiopalma. Tra la ripresa della curva dei contagi e i sintomi dell’influenza stagionale viene spiegato che senza tampone non si torna a scuola.

Il certificato

Intanto ogni regione ha adottato ordinanze diverse sulla certificazione medica necessaria per la riammissione a scuola in caso di malattia. Nessuna prevedeva l’obbligo del tampone senza il quale non si torna a scuola. Rimandando la valutazione alla decisione del medico. Da subito i presidi hanno chiesto che la riammissione a scuola avvenisse solo con certificato medico, i pediatri hanno invece ribattuto che è impensabile chiedere il certificato per ogni assenza per malattia senza tampone, l’unico mezzo che consenta a un medico di verificare se si tratti di una sintomatologia da Covid.

La decisione

Alla fine la Salute ha optato per la linea della maggiore prudenza. E dunque alla prima febbre o anche solo raffreddore, vista l’ampia casistica della sintomatologia che può essere paragonata all’infezione da Covid, scatterà la richiesta di test. Viene previsto che senza tampone non si torna a scuola. Non è previsto un termine obbligatorio entro il quale debba essere seguito, la circolare si limita a prevedere che a studenti e personale scolastico sia data precedenza. «In presenza di sintomatologia sospetta, il pediatra di libera scelta (PLS)/medico di medicina generale (MMG), richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di Prevenzione (DdP). O al servizio preposto sulla base dell’organizzazione regionale. Il DdP, o il servizio preposto sulla base dell’organizzazione regionale, provvede all’esecuzione del test diagnostico.

Gli esiti

Se il caso viene confermato, il DdP si attiva per l’approfondimento dell’indagine epidemiologica e le procedure conseguenti». Ovvero il tracciamento dei contatti e la relativa messa in quarantena. Il dipartimento indica anche le azioni di sanificazione straordinaria della struttura scolastica nella sua parte interessata, secondo quanto previsto dal documento recante ‘Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia’. Per il rientro in comunità bisognerà attendere la guarigione secondo i criteri vigenti». Attualmente le indicazioni scientifiche prevedono l’effettuazione di due tamponi a distanza di 24 ore l’uno dall’altro con un contestuale doppio negativo. Senza tampone comunque non si torna a scuola e dovrà risultare negativo.

 

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