Scuola, Ranieri Guerra (Oms): I ragazzi tra 11 e 19 anni contagiano come gli adulti. Occorre cautela in classe

Scuola, Ranieri Guerra (Oms): I ragazzi tra 11 e 19 anni contagiano come gli adulti. Occorre cautela in classe
Direttore aggiunto dell’Organizzazione mondiale della Sanità e componente del Comitato tecnico scientifico: Ranieri Guerra è soddisfatto di come l’Italia ha contenuto l’epidemia, ma non accetta l’idea che si possa abbassare la guardia. Lo spiega in un’intervista al Corriere, sottolineando come la riapertura della Scuola sia un momento fondamentale. “Quella dell’Italia è stata la linea più efficace per il contenimento dell’epidemia, come viene riconosciuto a livello internazionale. Sulla Scuola è, attualmente, un continuo divenire. Il 31 agosto è in programma una conferenza di consenso con almeno altri 30 Paesi per confrontare le esperienze. In assenza di prove conclusive sui rischi del riavvio dobbiamo basarci sulle esperienze, valutare chi ha fatto che cosa e dove è andata meglio” .
In questo quadro ancora indefinito, sotto il profilo scientifico la ripresa della didattica sarà un momento molto delicato, 10 milioni di persone fuori casa, in movimento. “Abbiamo visto cosa è successo in Israele e in Francia dove hanno voluto anticipare il ritorno in aula. Non abbiamo ancora, ed è il vero problema, un quadro dei definitivo dei rischi. Innanzitutto sulla contagiosità. Sappiamo che i bambini di 10-11 anni sono poco contagiosi in quanto presentano l’immaturità dei recettori usati dal virus per agganciarsi alle cellule. Tra 11 e 19 anni invece la contagiosità è uguale a quella di un adulto. Di fronte a questi dubbi vale il principio di massima cautela. Andare con i piedi di piombo. Fermo restando che la scuola dovrà aprire”.
Ranieri Guerra, sottolinea come la logica del del fare un passo per volta abbia creato i presupposti per contenere l’epidemia. “È l’unica che funziona. Prevedere riaperture ogni quindici giorni, secondo i tempi di incubazione del virus. Il Sars-CoV-2 si trasmette grazie alla mobilità umana. Se si vede che la catena dei contagi non è ripresa si va avanti, altrimenti si torna indietro. È andata bene. Il rialzo dei casi c’è ma è sotto controllo. Era inevitabile che succedesse, un minimo di contraccolpo le riaperture lo hanno dato ed era da mettere in conto. In questa fase il sistema di sorveglianza territoriale funziona e si riesce a cogliere i positivi sul nascere. Ecco perché l’età media dei nuovi casi è passata da 60 a 40 anni. Questo è dovuto anche al fatto che le persone anziane si proteggono di più mentre invece i giovani hanno abbassato la guardia ed è un errore. Non proteggere se stessi significa mettere a rischio gli altri”.
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